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Che dire di Control? Mi sta prendendo anche se ci ho messo un po' ad abituarmi alle atmosfere. L'estetica squadrata e pulita da quartier generale FBI (FBC in questo caso) è resa bene ma non ha l'impatto dei panorami mozzafiato di Tomb Rider o Uncharted. La coerenza delle ambientazioni permeate dal grigio e dal rosso è qualcosa con cui si inizia a familiarizzare andando avanti con il gioco. Le ambientazioni claustrofobiche e il pervasivo senso di pericolo ti costringono a tenere alta la soglia dell'attenzione, perchè i porti sicuri sono pochi. La morte in gioco (e io muoio un'infinità di volte in questi giochi) ti riposiziona nella mappa all'ultimo check point, quindi se stavi affrontando un boss o una sfida ti tocca rifare a piedoni tutta la strada. Molto scomodo rispetto ad altri giochi dove respawni all'inizio della battaglia, ma comunque fattibile perchè i check point sono piazzati con saggezza.
Non c'è un tutorial che ti prende per mano quindi sto iniziando solo adesso a familiarizzare con i potenziamenti psichici e delle armi. Inizialmente il menù lo trovavo ostico, il gioco è zeppo di missioni secondarie ma essenziali (?), secondarie e basta e missioni flash a tempo. E' tutto lasciato alla comprensione del giocatore e alle ore di gioco, il mondo te lo devi scoprire e capire.
Come tutti questi giochi è zeppo di collezionabili, si tratta di documenti o nastri registrati che concorrono al worldbuilding; alcuni danno informazioni strategicamente utili ma i più sono solo d'atmosfera.
Tutte le recensioni affermano che il punto di forza è il "feeling dello shooting", non saprei come spiegarlo (senza sembrare psicopatica) e non so come ci siano riusciti ma usare un'arma su Control rispetto a BioShock o Tomb Rider o Uncharted, restituisce una sensazione molto più soddisfacente. Il perchè non saprei, se siano i comandi calibrati bene o se dipenda dalla messa in scena oppure da un'ottima sinergia di entrambi. La stessa cosa vale per i poteri psichici; non c'è nulla di veramente innovativo: lancio di oggetti, scudo, lievitazione, ipnosi (qui chiamata più brutalmente sequestro) però la soddisfazione nell'utilizzarli va oltre al semplice "mi fa comodo per superare l'ostacolo".
La durata stimata di Control è 15/20 ore, io sono già a 60 e credo di essere a malpena a metà (se non più indietro). Qui la colpa non è solo del fatto che ci metto il doppio delle ore a superare i combattimenti più difficili, ma sopratutto del fatto che quando la trama del gioco non è su binario, tendo a distrarmi e a perdermi nella mappa tra una missione secondaria e l'altra. Potrei concentrarmi sulla storia principale ma ho questo bug psicologico che quando un gioco finisce è finito. Il backtraking è qualcosa che devo elaborare.
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È già da un po' che ho finito Shadows of the Tomb Rider, ma ho ritrovato solo oggi questa perla di follia e quindi la posto:

"Piccozze di ghiaccio accolgono i nemici
in un freddo abbraccio, quando vacua è la mira
la speranza si gira alle due abbattitrici
"

Dark Thumb

Sep. 22nd, 2023 09:59 am
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La mia pianta di plastica sta perdendo le foglie. Non aggiungo altro.

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Finalmente ci sono arrivata, sono riuscita a risolvere il problema della mira in Shadows of the Tomb Rider usando il mouse. Ho superato la prova alla "Supermario" collegando alla Deck mouse e tastiera. L'ideona mi è venuta cercando dei gameplay e notando che i comandi visualizzati a schermo erano solo quelli del PC.
Se si utilizza il mouse, centrare il bersaglio è un gioco da ragazzi. Purtroppo l'uso della tastiera mi risulta ostico, ho sempre usato la Deck e non ho familiarità con i tasti, quindi la soluzione potrebbe essere: o ricominciare il gioco (a questo punto anche no) per memorizzare i nuovi comandi oppure utilizzare una modalità ibrida in cui esploro con gli analogici ma sparo con il mouse. Poco comodo, il vantaggio della Steamdeck sta nel fatto che non necessita di una postazione fissa o di un tavolo, per questo sono riuscita a ritagliarmi così tanto tempo per giocare.
Certo che l'idea di procedere nell'avventura in maniera molto più liscia grazie agli strumenti giusti è allettante, la sfida del "Sentiero della Paura" l'ho superata al primo colpo, sarà durata cinque minuti. D'altro canto l'idea di stare china su mouse e tastiera anche quando gioco, come se non bastassero già le ore d'ufficio, è demoralizzante.
Tenere in mano la Deck, che è magnificamente ergonomica, sentirne la solidità ed il peso è parte della soddisfazione nel giocare; così come lo è poter stare spaparanzati in poltrona, sul letto o potersi spiaggiare sul paviemnto nelle giornate di caldo eccessivo. Magari ci fosse una regolazione efficente della levetta dell'analogico! Ho provato tutte le combinazioni del menù ma non cambia nulla.
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Sto giocando alla trilogia reboot di Tomb Rider e mi sta piacendo veramente tanto.
C'è solo un tarlo che mi rode: continuo a morire sistematicamente in ogni battaglia malgrado tutte le ore di gioco che ho già accumulato. Vorrei vincerne al primo tentativo almeno una, giusto così, tanto per cambiare. Mettendo da parte gli errori di strategia, il problema principale è che non riesco a mirare, infatti la mia arma principale è la picozza; la potenzio massimo in ogni capitolo, non so cosa farei senza. Gli immortali li ho fatti fuori tutti così e continuo a picozzare anche la maggior parte dei nemici standard.
Altra fonte di frustrazione è non avere il senso dell'orientamento, quando il gioco smette di essere su binari e comincia la fase esplorativa non faccio che girare intorno senza accorgermene. L'esplorazione più frustrante è stata la Base Sovietica di Rise; c'è un'intera zona che non riesco più a raggiungere perchè non ricordo da dove sono passata durante la modalità storia e la mappa non aiuta. Sì, la guardo la mappa, in continuazione, ma non aiuta.
Per fortuna i miei riflessi sono infimi, così completo il trittico di incapacità. Infatti adesso sono bloccata su Shadow in una delle tombe sfida perchè c'è una prova in cui bisogna combinare riflessi e mira. Il tutto ovviamente in un lasso di tempo limitato. Yeah!
A volte mi chiedo come faccia a piacermi così tanto un gioco in cui sono così tanto negata. Eppure... non so quale sia la risposta in realtà, so che mi diverto e basta.
Ammetto che è solo da qualche mese che ho scoperto questo genere di gameplay ma dopo tutti i titoli accumulati pensavo di vedere un miglioramento prima o poi. A quanto pare sarà poi, ma molto poi, un poi sempre un po' più in là nel tempo. Me ne devo fare una ragione: sono noob nel cuore. C'è un lato positivo in tutto questo, ci metto il doppio delle ore a completare un gioco, quindi mi diverto per il doppio del tempo di chiunque altro.

Prova prova

Sep. 8th, 2020 02:37 pm
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Ancora prova prova
ovviamente la prima non è andata a buon fine...


- + - + - + - + - + - +

Prova di postcrossing per cambio password.

Di nuovo!

Non sono più in grado di ricordare el password, era più facile quando usavo la stessa per tutto.
Ricordo la mia prima password in assoluto, era: Kaos (la marca dei faldoni che avevo nella mensola sopra la scrivania ^_^) How much time under the ponti

prova prova

Sep. 8th, 2020 02:29 pm
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Prova di postcrossing per cambio password.

Di nuovo!

Non sono più in grado di ricordare el password, era più facile quando usavo la stessa per tutto.
Ricordo la mia prima password in assoluto, era: Kaos (la marca dei faldoni che avevo nella mensola sopra la scrivania ^_^) How much time under the ponti
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Sto provando Puppy Linux. Sistema operativo straleggero.
Inizialmente ho usato una usb-live per provare le fuzioni: connessione ad internet, eccetera.
Il problema è che la usb-live non ricarica i settaggi preferiti quando viene riavviata, per far questo bisogna provvedere all'installazione su USB, che è una procedura diversa. Beh, adesso lo so, ci ho messo un po' ma l'ho capito.
Ho provato sia Slacko-live che Tahr-live. Dei due sono riuscita ad installare su usb solo Tahr.
Ho seguito le istruzioni di installazione, che sono molto chiare, ma Slacko non mi parte al boot. Però non mi arrendo, ci riproverò. Slacko mi piaceva perchè la sua interfaccia grafica è più simile a Ubuntu, mentre l'interfaccia grafica di Tahr richiama Windowns. Il che è un po' strano visto che Tahr si basa sui repository di Ubuntu mentre Slacko no.

Questo post lo sto scrivendo da Pale Moon, il browser di Tahrpuppy.
Come tema, ovviamente, non potevo che scegliere quello Neon da babbiominkia:

Tahrpuppy Neon.jpg
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Ho fatto un ordine di prova su https://www.photography-lovers.com
Ero partita con quattro design, ma poi mi sono accorta che avrei speso 108 euro alla cieca. Così ho deciso di ridimensionare il mio ordine a soli due esemplari per poter testare come sono le misure.
Se le magliette che arrivano andranno bene,se non avrò problemi e costi aggiuntivi alla dogana, potrò poi in futuro comprarne ancora.
Non è stato facile scegliere cosa scartare, ma infine mi sono decisa per queste due:

Screenshot_2019-03-28 Limited Edition.png

Screenshot_2019-03-28 Limited Edition(2).png


Questi sono altri design che mi piacciono e che terrò d'occhio:
Screenshot_2019-03-28 Limited Edition(1).png
Screenshot_2019-03-28 Limited Edition(3).png
Screenshot_2019-03-28 Limited Edition(4).png



Infine una maglietta che non comprerò perché avrei la sindrome dell'impostore: non scatto su pellicola e non sviluppo; però trovo l'idea geniale:

Screenshot_2019-03-28 Limited Edition(5).png
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Spesso mi dicono: Che bella foto! (per averla fatta tu). Quel "per averla fatta tu" è sempre sottinteso.
Voglio che le mie foto siano belle perché lo sono, non perchè nessuno si aspetta che io sia in grado di farne.
Sto fotografando meno perchè non mi accontento più di fotografare il qualsiasi soggetto a caso.
Voglio fare il passo successivo nella qualità delle mie foto ma non so quale direzione prendere.
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Mi sono iscritta alla https://www.italiaphotomarathon.it/trentaore/
Non so se riuscirò a partecipare, ma non importa: la quota di iscrizione va in beneficienza. Ho voluto comunque tentare perché sono ad un punto morto, spero che avere un contest da seguire mi dia uno stimolo per sbloccarmi.
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Buon anno a tutti!
Quest'anno un capodanno passato in casa con la famiglia ristretta, come si può vedere dal brindisi:

LJ_DSC0090a.JPG
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Ed ecco arrivare il tradizionale post augurale

LJ_DSC9584a.JPG

DINOTRUX

Dec. 6th, 2018 08:37 pm
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dinotrux.jpg

Continuando sull'onda dei cartoni animati per bambini basati su forti concept, oggi vi presento Dinotrux: Dinosauri e ruspe fusi insieme, devo dire altro?
Le vicende sono ambientate nel mondo preistorico, dove si muovono bulldozeratopi, grusauri, attrezzorettili, cementasauri, rottamanodonti, scartoraptor e così via.
Il lavoro dietro ai personaggi è eccellente ed anche qui la coerenza è ferrea. La caratterizzazione delle varie specie è azzeccata e curata al dettaglio.
L'età consigliata per la visione è dai 3 anni in su, il produttore consiglia fino ai 24 ma penso si possa andare ben oltre. Io l'ho sempre guardato con piacere, le trame non sono noiose ed il ritmo è buono. I dialoghi sono fatti per addattarsi ad un target ampio; mentre i piccolini guardano i dinosauri meccanici, gli adulti possono sorridere a scambi di battute del tipo:
"Va bene, andiamo a parlare con quello matto."
"Sì, almeno avete qualcosa in comune."
Andando al di là dell'estetica e spostandoci sul versante educativo, la vicenda si basa su un gruppo di personaggi di specie diverse che devono imparare a vivere insieme, superando diffidenze e valorizzando le diversità. Visti i tempi ne sento più che mai il bisogno.
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Zack & Quack nel mondo dei pop-up


Quando si ha un bambino piccolo è inevitabile seguire una quantità imbarazzante di cartoni animati. Le case produttrici stanno puntando sempre di più su prodotti che non solo divertano i piccolini ma che abbiano anche un minimo appeal sugli adulti. Al cinema questo veniva già fatto per questioni di incassi e negli ultimi anni anche i prodotti televisivi per piccolissimi hanno iniziato a cavalcare questa tendenza.
Una serie che mi ha colpito per concept e grafica è "Zack e Quack nel mondo dei pop-up". Trovo l'idea di fondo geniale, soprattutto per come è stata gestita.
Il cartone è ambientato dentro ad un libro pop-up, i personaggi che lo popolano sono coscienti di vivere in un libro e che tutto sia fatto di carta, perfino le leggi della fisica che regolano l'universo sono coerenti con questo principio.
L'età consigliata è dai 0 ai 5 anni, ma come adulto posso dire di essere rimasta affascinata dalla rappresentazione di questo mondo. Tutto è curato nei minimi particolari: che siano paesaggi, folle di persone o acqua corrente.
Consiglio la visione di almeno un paio di puntate a chiunque sia appasionato di creazione e gestione di mondi.
E ricordate che:
Con la carta puoi giocare e tutto sistemare!
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Mi sono iscritta ad un corso di fotografia organizzato dalla biblioteca del paese. Ero scettica a causa del prezzo eccessivamente basso rispetto ad altri corsi ma mi sono detta: pazienza, accetto il rischio ed almeno mi smuovo da casa per qualche sera.
Dubbi infondati, il corso mi è davvero servito, in primis perchè il docente è stato veramente un fotografo professionista, ma soprattutto perchè è riuscito a trasmettere la sua passione.
Mi ha insegnato a lavorare per progetti, io non ci avevo mai pensato; non sono un fotoreporter, che progetto dovrei mai portare avanti?
In pratica mi autolimitavo, che importanza ha il soggetto del progetto, se il solo fatto di realizzarlo fa ritrovare lo stimolo di prendere in mano la macchina fotografica?
Senza falsa modestia ammetto che sto diventando bravina a padroneggiare ISO, tempi e diaframmi; so comporre una foto con il fuoco giusto e l'esposizione che voglio. Ma poi, passato l'entusiasmo dello scatto venuto bene, mi rimane soltanto una bella foto fine a sè stessa.
E' lapalissiano che una serie di scatti collegati da un filo conduttore possano raccontare una storia di più ampio respiro, magari storie in cui ognuno vede cose diverse ed interpreta le immagini a modo suo.
"Reportage dal mio salotto! Fotografo i giocattoli di mio figlio" potrebbe non essere uno dei titoli più appetibili di sempre, eppure il solo fatto di produrre qualcosa di più di un semplice "click" mi fa sentire bene.
Per questo quando Flickr ha annunciato le nuove regole sui limiti di spazio, ho tolto le foto private di mero archivio e quelle rimaste le sto raggruppando il più possibile per temi. Mi sto convincendo che non è necessario essere professionisti per vantare dei progetti, specialmente se questi ti permettono di crescere.

Comunque "Reportage dal mio salotto! Fotografo i giocattoli di mio figlio" è veramente il titolo meno appetibile di sempre, quindi l'ho cambiato in "Portrait of a toy - every toy has a soul" che fa molto più fico.
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Ho fatto la reinstallazione dell'intero sistema operativo passando da 32bit a 64bit perchè
1 - ci sono finalmente arrivata a capire che il mio processore supporta i 64bit
2 - i 32bit stavano diventando troppo limitanti, ormai quasi tutti i programmi sono 64bit

Con l'aggiornamento Gimp mi si è rivoluzionato (io stavo ancora litigando con le finestre fluttuanti della vecchia versione):

Dark Gimp


Quattro anni di lontananza e Gimp passa al lato oscuro, ma solo come aspetto. Le funzionalità sono sempre quelle, devo solo abituarmi alla nuova grafica dei bottoncini. Ora il design è più moderno e figoso; il che significa che fa il verso ai vari Lightroom e Darktable. C'è anche una nuova funzione tutta dedicata alla correzione dell'esposizione. Purtroppo se, come me, si lavora in .jpg questa funzione non è efficiente.
La cosa più apprezzata è che le colonne dei comandi sono fisse, addio finistre fluttuanti che avevano il potere di essere sempre in mezzo alle scatole dovunque le si spostasse.

Quando faccio questi post mi sento come la tizia che si risveglia dal coma e si stupisce dell'avvento dei telefoni cellulari, però mi sto rimettendo in pari, un po' alla volta. Quando avrò finito di scoprire tutta l'acqua calda dei dintorni mi sentirò orgogliosamente tecnologica.
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Dall'8 gennaio 2019 Flickr limiterà lo spazio di archiviazione degli account-free a sole 1000 foto.
Non più il terabyte di spazio gratis di archiviazione dove buttare di tutto ma un numero "limitato" di scatti, chi vuole uno spazio di archiviazione illimitato dovrà passare alla versione a pagamento.

La piattaforma è stata comprata da SmugMug che la vuole riportare alle 'origini', creando una community incentrata sulle foto e sui fotografi.
L'annuncio sulle motivazioni del cambio delle regole della piattaforma (Why we’re changing Flickr free accounts) è piuttosto diretto e critico sulle politiche di gestione attuate da Yahoo.
Il terabyte regalato mi mancherà, anch'io stavo usando quello spazio come archivio esteso di backup, nonostante questo le nuove linee guida mi piacciono, soprattutto a livello etico.
Non resta che aspettare il 2019 e vedere come queste modifiche influenzeranno la piattaforma; sicuramente il passo-indietro sui terabyte farà arrabbiare molti che se ne andranno. Altri invece lo considereranno un passo-avanti che riporterà su Flickr lavori di qualità, rinunciando alla visibilità usa e getta dei social di oggi.
Non ci resta che aspettare il nuovo anno per scoprire come si evolveranno le cose.

YAHOO VENDE FLICKR A SMUGMUG

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