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Tempo fa ho comprato SpyHunter4 per eliminare un malware dal PC. Mi sono fatta fregare da una sfilza di recensioni ottime, non avevo ancora scoperto tutto il mondo dei FakeAntivirus di cui SpyHunter ha fatto parte anche se ora sembra sia stato riabilitato.
Comunque, al di là della validità del programma, è saltato fuori che il prezzo pagato era un abbonamento semestrale che viene addebitato in automatico sulla carta di credito.
La scoperta l'ho fatta qualche giorno fa, quando mi è arrivato un SMS che mi avvisava di un acquisto a favore di una sconosciuta SafeCart, sono caduta dalle nuvole e per poco non ho bloccato la carta di credito. Fortunatamente ho capito in tempo di cosa si trattasse e dandomi dell'imbecille per non aver letto bene le parti in piccolo mi sono rassegnata ad una ricerca certosina per disdire 'sta cosa.
Pensavo di dover penare sette camice e di dover mandare e-mail su e-mail ed invece, dato che il pagamento è stato fatto tramite PayPal, mi è bastato aprire PayPal e con un paio di click revocare l'ordine di rinnovo automatico.
Un punto a favore di PayPal per la serietà anche quando non è serio il venditore dall'altra parte.
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Black Friday anche per le app di Artifex Mundi su Googleplay così ho fatto incetta di giochini punta-trova al prezzo di euro 1 anzichè 4,99.
Spero non mi abbiano buggerato vendendo una versione non completa con la scusa dello sconto del Venerdì Nero ma nella descrizione era specificato FULL, quindi non mi resta che giocare! per fugare i miei dubbi.
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So che il mondo è fatto di tragedie più rilevanti di questa, ma quando la sanità mentale è cementata dalle dalle piccole piacevolezze, anche queste iniziano a contare.
Oggi la Doria ha cambiato la ricetta dei cracker Doriano. Bella la nuova veste grafica, blah, blah, blah, ma i miei cracker preferiti sono cambiati!
E allora già che ci siete fatemi anche i Bucaneve quadri e le Polo senza buco...
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Questa storia è di quasi un mese fa. Avete presente quei palloncini sagomati che ti vendono a cinque euro? Io sì, ne avevo comprato uno a forma di dinosauro per il bimbo, e per un po' di tempo ci ha tenuto compagnia. Un giorno però, tornando da un picnic, non troviamo più il dinosauro ad accoglierci a casa.
Sarà volato fuori dalla finestra.
Impossibile - dico io - la tapparella è tirata giù a metà e il dinosauro vola radente il soffitto. Doveva avvicinarsi furtivamente alla finestra, abbassarsi, uscire e schivare il tendone della terrazza.
Beh, se c'è corrente è possibile - risponde lo scienziato.
E così il nostro dinosauro se ne è volato fuori a girare il mondo. Signori antennisti, se avvistate un T-Rex volante, potete continuare tranquillamente a pranzare con peperonata annaffiata da birra; non state avendo un'allucinazione, è solo un dinosauro curioso che vaga lassù. Salutatemelo e augurategli buon viaggio.

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Siamo tornati dalle vacanze ed abbiamo trovato qualche piccola sorpresina.
- Il vetro del portone condominiale rotto, sigh! Un buco in un angolo ma pur sempre un buco. Acciderbola, ed io che avevo da poco lustrato via dal maniglione di ottone tre anni di ossidazione ed ero solo all'inizio dell'operazione "riportiamo il portone al vecchio splendore".
- L'armadio per esterni della terrazza collassato sulla ringhiera. Ma qui nessun danno, solo una genuina curiosità su come abbia fatto a cadere; prima d'ora il vento non l'aveva mai disturbato, deve essere venuto proprio un bel temporale per rovesciarlo. Comunque è stato un pessimo acquisto: materiale scadente, ci piove persino dentro, farei meglio a cambiarlo.
- Ma la ciliegina sulla torta, o meglio: il vero colpo di genio, è stato dimenticare dentro al bagno con finestre chiuse e tapparelle abbassate per dieci giorni il sacco dei pannolini sporchi. Ah! Aria di casa mia, finalmente, ma neanche quella di Bivona era male, ripensandoci.
Almeno ho scampato l'allagamento della cantina - e il wifi funziona ancora.
Casa mia casa mia, per piccina che tu sia, non mi fai mai annoiare.
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Venerdì scorso, cliccando su di un link di facebook, ho visto il video dell’investimento della piccola Yue Yue. Mi ha lasciato così scossa che sono due giorni che quando ci ripenso mi viene da piangere.
Sarà che Yue Yue aveva la stessa età che ha Dario adesso; sarà che camminava per strada come avrebbe camminato Dario; sarà che ho ancora una fortissima empatia emozionale data dagli ormoni; sarà che malgrado il video sia in un bianco e nero sgranato so come piangeva, come muoveva le braccina per la disperazione. Non si vede il viso, non si vedono i dettagli, ma non ha importanza.
Il caso Yue Yue è celebre, si possono trovare tutte le informazioni in rete. Se non l’avete già visto, il mio consiglio è di non guardare il video perché è terrificante, ma spero che non scompaia mai, che resti per sempre in rete perché non voglio che Yue Yue venga dimenticata.

Addio Y

May. 23rd, 2014 10:46 pm
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All'inizio di Aprile è successo quello che mia madre avrebbe chiamato "un malestro": purtroppo la mancanza di sonno ha colpito mentre il consorte tornava a casa dal lavoro.
Per fortuna neanche un graffio ma dopo essere finita nel fosso la macchina è da rottamare. Il meccanico neanche ci ha provato a rianimarla.
Ho ritravaro il post in cui parlavo dell'acquisto della Y (correva l'anno 2008) il che mi fa pensare da quanto tempo scribacchio qua sopra. Un bel po' di anni, non sempre con la stessa frequenza ma un bel po' di tempo comunque.
In ogni caso: addio fedele Y, qui ne ho annunciato l'inizio, qui me annuncio la fine.




Ramen

May. 13th, 2014 11:04 pm
sottobosco: (immagine7)

RAMEN
Oggi cena a base di ramen, di quelli da preparare aggiungendo acqua calda come si vede nei manga ^ _^
Pensavo peggio ed invece hanno un loro perché. Più che altro sanno di dado (sarà perché sono STAR? - quindi sono ramen 'de noatri').

Braava!

May. 12th, 2014 10:25 pm
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Dopo varie letture di forum, di considerazioni e di recensioni, finalmente l'ho ordinata: la (o il?) BRAAVA 380.
Trattasi di robottino automatico che passa il panno. In realtà il mio sogno segreto era la SCOOBA, infatti in prima istanza avevo puntato quello, ma purtroppo non è adatto al laminato e l'80 % di casa mia è in laminato.
Non mi resta che attenderne l'arrivo e vedere come se la cava. Ne prevedo un uso intenso a causa dell'imperdonabile ingenuità che mi ha fatto scegliere piastrelle troppo chiare per il bagno e del fatto che può essere utilizzato anche sul laminato senza rovinarlo.
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Inserimento del pupo all'asilo, mentre aspetto qui fuori di andarlo a ritirare decido che merito una coccola e vado in pasticceria per una cioccolata con panna.
Dopo cinque minuti che aspetto ecco con cosa mi arrivano:


Cioccolata alla ROBBIE

Praticamente è un pasto completo! E io ingenua che ho pure preso la brioche ^^ Adesso ho un po' paura a chiedere il conto :p

NEBBIA

Nov. 21st, 2011 04:30 pm
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Da una settimana la nebbia si presenta puntuale. Erano anni che non la vedevo perché in città ormai è diventata rara ma ora che abito nel paesello ci dovrò rifare l'abitudine. Alla guida ho qualche problema per mancanza di confidenza, soprattutto di notte; ma quando prendo il treno mi ritrovo a passeggiare in un'atmosfera ovattata e sovrannaturale da romanzo giallo che si trasforma in mistery ottocentesco quando il paesaggio urbano cede il passo alla porta medievale.

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...tutti questi anni? No, questo mese e mezzo. Fra trasloco e stress da lavoro sono caduta vittima dei giochini on-line: di questo qui in particolare. Ossessivo al punto giusto da permettermi di tenere impegnata la concentrazione senza in realtà pensare. Così ho trascurato il livejournal ma mi rimetterò in pari con mini riassunti di post in post così fra qualche anno potrò rileggere e ricordarmi di cosa stavo combinando in questo periodo.

Intanto ne approfitto per anticipare che domani a Bologna si terrà la Mezza Maratona. Oltre al percorso da 21 chilometri per le stradine della città riservato agli atleti, sono state organizzate anche due passeggiate non competitive da 3,5 o da 7 chilometri.
Se riesco a svegliarmi in tempo e raggiungere il centro penso di farmi una delle passeggiate.
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Infine ho creato anch'io un journal specchio approfittando dei codici messi a disposizione da Florealpolla. Lo uso come calderone dove accorpare i miei due journal, blog e fotografico che su LJ tengo separati per comodità. Non faccio post nuovi o diversi, comunque se qualcuno vuole aggiungermi al circolo di amici può farlo: sottobosco.dreamwidth.org
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Oggi pausa pranzo al centro commerciale e acquisto del paio di scarpe estive della stagione, purtroppo non sono fanghe da cartola ma fanno il loro sporco lavoro:



:-:
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29 marzo 2011

Dopo un anno di utilizzo la lampadina di camera mia si è fulminata, quella a luce fredda che mio padre adorava tanto ma che ha deciso di mettere in camera mia anziché nella sua... http://sottobosco.livejournal.com/174587.html così finalmente, dodici mesi dopo, ho di nuovo una lampadina a luce gialla - sembra quasi un'altra stanza.

PRIMA:


ADESSO:


:-:
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Oggi ho preso un giorno di ferie dal lavoro perché è il Giorno del Ritiro delle Piastrelle. Sono tutte arrivate al magazzino e stamattina siamo andati a ritirarle per un totale di otto quintali di roba fra piastrelle e sacchi di colla e stucco suddivisi in tre macchine:



Caricarle sulle macchine è stata la parte più semplice - per forza: l'ha fatto il magazziniere! - anche la guida con tutto quel peso nel bagagliaio non ha creato problemi, mi aspettavo peggio: tipo fare il percorso in impennata sulle ruote dietro ascoltando a tutto volume Furia il Cavallo del West.
Il difetto del mio appartamento è quello di essere al terzo piano senza ascensore. Ora, facendo due conti con la calcolatrice del telefonino, otto quintali diviso tre persone = unafaticabestia. Dopo svariati tentativi di utilizzare una carrucolina per farle entrare dal terrazzino perfino quel testone di mio padre si è deciso ad abbandonare l'idea prima di finire candidati ai Darwin Awards. L'idea era teoricamente corretta ma il secchio della carrucolina non è pensato per la misura delle piastrelle e ogni altro tentativo di legatura o contenitori alternativi è risultata troppo instabile, quindi abbiamo optato per quella che alla fine è stata la soluzione migliore: la catena umana. Ognuno aveva le sue due rampe di scale e ci siamo passati le scatole di piastrelle a vicenda. A mezzo giorno e mezzo avevamo già finito tutto, perfino di lavare le scale da tutte le nostre pedate. Alla fine la fatica è stata tanta ma sopportabile, il mio entusiasmo sarebbe ancora maggiore se noi due supergiovani che andiamo in palestra due/tre volte a settimana non ci fossimo fatti surclassare in quanto ad energie da un settantenne un po' zoppicante. Tutte le volte che facevamo una pausa, dopo due minuti due d'orologio saltava su dicendo: "Io non ce l'ho più il fiatone, ricominciamo?" È una lotta impari, vuoi mettere quindici anni di palestra contro cinquanta da operaio? Non c'è gara.
L'importante è che adesso tutte le piastrelle siano là belle ammucchiate in attesa di essere appiccicate al pavimento e alle pareti. Quando siamo andati a ritirarle ho capito che sì, erano quelle che avevo ordinato, ma non ricordavo esattamente come fossero fatte. Ne abbiamo viste così tante nei nostri sopralluoghi che avevo rimosso completamente il colore di quelle della cucina, non ricordavo più esattamente cosa avessi ordinato. Così all'eccitazione di avere finalmente le piastrelle si è aggiunta quella della sorpresa: cosa ci sarà dentro ai cartoni? Che colore era, pure?
Ora non resta che iniziare i lavori.
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Nel secondo giro di appuntamenti abbiamo fatto la conoscenza della Bidonville. Bidonville non è il nome ufficiale, è il nomignolo che gli abbiamo appioppato dopo averla visitata, si trova nella zona centralissima del paesino e consiste nel più antico gruppo di case attorno alle quali si è poi sviluppato il resto. Ora è una zona degradata, alcune case sono lasciate vuote, altre sono da rifare completamente tanto da spendere in ristrutturazione tanto quanto il valore pagato per la casa stessa; altre sono ristrutturate ma i proprietari stanno già cercando di venderle. Caratteristica della zona sono le stradine di acciottolato, l'alternarsi di facciate ridipinte con facciate scrostate e i giardinetti sul retro lasciati incolti. Non per niente i prezzi delle case sono i più bassi che abbia mai sentito.
In questa zona abbiamo visto un appartamento su due livelli con una scala che era ancora quella originaria, talmente ripida e con la pestata talmente stretta che una scala a pioli sarebbe stata più sicura. L'altro piccolo difetto era il bagno ricavato in una specie sottoscala che si affacciava direttamente sulla cucina e sul quale abbiamo espresso i nostri dubbi sul fatto che fosse a norma. Ai tempi in cui i servizi igienici erano tutti all'esterno doveva essere stato un lusso ma a noi bamboccioni viziati l'urgenza di un bisognino nel cuore della notte potrebbe costare la vita (non tanto per il bagno angusto ma per le scale ripide). L'appartamento confinante era speculare ma con una caratteristica: era messo ancora peggio. Per fortuna il proprietario non si è presentato all'appuntamento e non abbiamo potuto vederne l'interno.
Il gioiellino della bidonville però era un altro, fra tutte le case che ho visitato in quei mesi ce ne sono state tre in cui l'agente immobiliare ha raggiunto le massime vette di abbellimento della realtà nel tentativo di venderle, quella che sto per descrivere è una di queste. L'appartamento di per sé non era malvagio: su tre livelli - una stanza su ogni livello - ma di recentissima ristrutturazione. Tutto nuovo compresi gli impianti a norma e lo split per l'aria condizionata in camera. Unico particolare suscitante ilarità: aprendo la porta per uscire dal bagno potevi ammazzare chi stava salendo le scale in quel momento, ma si possono sempre concordare una serie di avvisi codificati: tipo fare il verso dell'upupa come avvertimento prima di spalancare l'uscio.
L'appartamento era venduto corredato di garage, corte esterna, giardino di proprietà e ampia terrazza. La corte esterna non si poteva definire a tutti gli effetti di proprietà visto che consisteva nel diritto di utilizzare i dodici metri di acciottolato davanti all'uscio di casa per parcheggiare l'eventuale seconda macchina, ma la definizione di corte esterna suona meglio. Il garage era classico, nella parete di fondo c'era un'apertura provvista di porta ricavata da una rete da letto che si apriva sul giardino di proprietà. Aprire è un verbo che riporta alla mente luce e spazio, pertanto è qui male utilizzato: il giardino era una giungla buia di sterpaglie che si inerpicavano su pannelli ondulati in plastica verde coperti da una tettoia di metallo arrugginito tenuta su con l'ausilio di un palo di legno. L'unico attrezzo utilizzabile in quella selva oscura era il lanciafiamme ma sarebbe stato un atto orribile massacrare il bilione di creature striscianti che la popolavano; c'era un intero universo di micro-esseri viventi là in mezzo, però il termine giardino di proprietà suona bene, molto meglio di laboratorio privato per gli studi entomologici.
Lasciamo da parte la corte privata e lasciamo da parte il giardino di proprietà, ciò che dava veramente valore all'appartamento era l'ampia terrazza. Non ci si accedeva dall'appartamento bensì salendo sul tetto incatramato dei garage, da qui bisognava poi andare... da nessuna parte: il tetto incatramato dei garage ERA l'ampia terrazza, sulla quale, nelle calde giornate di sole si potevano fare svariate attività: giocare con gli amici a m'impalugo-non-m'impalugo; sfidarsi a jack-ass saltando sulla tettoia arrugginita del giardino di proprietà scommettendo su chi l'avrebbe fatta crollare prima; cronometrare in quanto tempo giunge il collasso pranzando sotto al sole estivo con il calore che sale dal catrame. L'ampia terrazza non era di uso esclusivo ma in comproprietà con gli altri proprietari, ognuno infatti aveva a disposizione per sé la porzione di tetto sul proprio garage, la nostra sarebbe stata l'ultima in fondo ma l'agente immobiliare ci ha assicurato che avremmo vantato il diritto di passaggio.
E malgrado tutto questo, ci siamo lasciati sfuggire l'occasione...
Continua nel prossimo revival.
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Ora che stanno per partire i lavori alla casa, cosa che non mi sembra ancora vera, mi è venuta voglia di fare un po' il punto sull'ultimo anno.
L'acquisto che ho fatto è stata un'occasione trovata dopo aver visitato più di trentaquattro appartamenti in giro per la provincia. Alcuni erano appartamenti normali, il cui basso costo era causato dalla lontananza dalla civilt... ehm, dai centri urbani; altri invece erano piuttosto... caratteristici ed è su questi che intendo soffermarmi perché sono quelli il cui ricordo ci fa ancora sorridere e per tenere a mente che non importa quanti difetti abbia la mia nuova casetta, poteva andarmi peggio - molto peggio. Con il budget che avevo a disposizione è stato come dire ai venditori: fatemi vedere tutto ciò che non riuscite a vendere. Nella maggior parte dei casi, la mancata vendita era data da un valido motivo.
Il primo appartamento in assoluto che ho visitato l'abbiamo soprannominato Il Dungeon. Era stato ricavato da un ex negozio e la disposizione delle stanze girava attorno alla tromba delle scale del palazzo creando camere dagli angoli improbabili. Molto belle le rifiniture ma la porta d'ingresso consisteva in una porta a vetri che dava direttamente sulla strada e metteva un po' d'ansia malgrado l'assicurazione del venditore che il paesello fosse il fulcro dell'onestà.
Dopo il Dungeon è stata la volta della visita ad altri due appartamenti carini ma posizionati strategicamente vicino all'allevamento di zanzare del paese. Ossia un canale che scorreva così lentamente da avere la superficie stagnante.
Le altre case viste quel giorno non erano male, avevano il loro difetti fra i quali la seconda cameretta piccola come è lo standard delle case moderne. Un'agente immobiliare che mi cantava le lodi di una cameretta da dodici metri quadri mi ha spiegato che lo standard negli edifici di nuova costruzione è di nove metri quadri, o ci sta il letto o ci sta l'armadio, per questo il novanta per cento delle camerette esposte nei mobilifici sono composte da letti incastonati negli armadi.
A parte la dissertazione sulle camerette, tutto il resto era a posto ma una scelta importante come l'acquisto della casa non potevo farla dopo averne viste solo cinque e così ho continuato a prendere appuntamenti.
Continua nella prossima puntata.
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...dal profondo degli abissi noi ti invochiamo!
Malgrado il nome dal gusto svedese che riporta alla mente creature lovercraftiane, alla fine mi sono decisa e oggi siamo andati all'Ikea a comprarlo; mi riferisco al mobiletto per il bagno, il Godmorgon impiallacciatura rovere, eccolo qui sotto:



adesso mi manca tutto il resto... sigh! L'ho già ordinati, aspetto che arrivino.
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11 marzo 2011, il Giappone viene colpito da un terremoto di magnitudo 9 e dal conseguente tsunami. La regione di Sendai viene cancellata e la centrale nucleare di Fukushima entra in crisi. L'impianto di raffreddamento salta e i 4 reattori rischiano l'esplosione.
Questa tragedia mi ha colpito più che se fosse capitata da qualsiasi altra parte del mondo, non so perché, forse perché il Giappone è stato nel mio immaginario fin dai primi anni di vita con Heidi, Lupin, Itto Ogami e tutta una serie di robottoni; per poi continuare ad esserlo anche oggi con i manga e la palestra.
Non sono preoccupata per le radiazioni, ci siamo presi quelle di Chernobyl che è molto più vicina, mentre il Giappone è dall'altra parte del mondo, ma questa ulteriore spada di damocle sulle teste del popolo giapponese non ci voleva proprio; come se il terremoto e lo tsunami non avessero fatto abbastanza, e poi che altro? Uno stormo di piccioni che caga in volo? e scusate la volgarità.
Ho appena finito di guardare il dorama di H2, ossia lo sceneggiato dal vivo del fumetto di Adachi da cui ho preso l'immagine qui sotto.
Il primo tentativo di raffreddare i reattori è fallito, spero con tutto il cuore che il Giappone non debba affrontare anche quest'altra tragedia e che il peggio venga scongiurato. Non posso che fare il tifo utilizzando il loro stesso spirito:



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