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Non è facile come sembra; a me, poi, risulta ancora più ostico...



Vignetta

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Sarà la vecchiaia ma decisamente non sono più quella di un tempo... sigh!



Vignetta

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Jan. 14th, 2010 02:53 am
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Ripresa dell'attività fisica dopo le vacanze:



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News dalla palestra: a noi femminucce hanno ceduto uno spogliatoio più grande! In realtà ancora non ci credo, mi aspetto che venga qualcuno a dirmi che era tutto uno scherzo.
Mercoledì ho trovato il Maestro sulla porta che mi fa: "Entra lì" e mi indica lo spogliatoio dei maschi.
Penso: 'Ma sei scemo?' Però, molto saggiamente, lo tengo per me. Poi vedo un cartello fresco di inchiostro da deskjet con scritto: Spogliatoio Femminile per tutte le attività (Perché bisogna essere precisi, che non salti in mente che bisogna farsi la doccia solo per determinati tipi di sudore).
Con la scusa che siamo sempre poche ci avevano rifilato una specie di sgabuzzino con una sola panca ed una sola doccia. La cosa andava più che bene le volte in cui ci ritrovavamo ad essere solo due donzelle, ma le sere in cui eravamo in quattro o cinque diventava dura - anche se la punta di cinque presenze femminili è stata raggiunta giusto un paio di volte in questi anni.
Il nuovo spogliatoio ha solo un piccolo difetto: si trova al piano terra in un punto di passaggio ed il disimpegno che porta alle docce ha un'enorme finestra con vetro non zigrinato; pertanto bisogna recarsi alla doccia al buio (per non essere visti da fuori) avvolti come ninja negli asciugamani - se possibile rasoterra. E figurati se non c'era la fregatura! Ma non tutto è perduto, si può rimediare con dei banalissimi A3 appiccicati con lo scotch.
Così adesso i maschietti sono relegati al secondo piano con il loro spogliatoio da cinque docce più quella del nostro sgabuzzino e noi femminucce abbiamo conquistato il pian terreno con ben due docce due! e un numero sufficiente di panche per riuscire ad appoggiare la roba senza doversi cambiare in piedi con un numero alla houdini.
È tutto merito delle ragazze che fanno l'ora di lezione prima della mia, dipendesse da me... io sono troppo storda, tendo ad adattarmi e subire. È bello però godere dei vantaggi procurati dagli altri, dovrei farlo più spesso.
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È ricominciato il corso di spada, mi ci metto d'impegno ma le tecniche continuano a sfuggirmi come fossero insaponate - le maledette. Un paio di segnali mi fanno capire che non sono poi così portata per questa disciplina; il primo è che l'altro giorno, provando il rinfodero, sono riuscita a tagliarmi con una spada che non è affilata - e non è facile. Il punto fondamentale però non è questo, bensì è che il mio avversario immaginario mi rema contro. Il kata di spada della nostra scuola si fa da soli e non in due, devi pensare tutto nella tua testa e poi muoverti come se avessi davvero l'avversario di fronte. Stavo giusto dando il colpo d'elsa sul polso del nemico per impedirgli di estrarre la katana quando arriva il mio maestro e mi fa: "Guarda che il colpo serve ad impedire che l'avversario estragga la katana, lo devi dare sul polso."
Perché? Non è lì?
"Adesso te lo mostro" continua lui e per farmi l'esempio tenta di attaccarmi da un'angolazione completamente diversa da quella del mio avversario immaginario. E poi, non contento, mi fa rivedere per l'ennesima volta come dovrebbe essere fatta la tecnica.
Eccheccacchio! Ma si può sapere perché il mio avversario immaginario non fa mai le stesse cose dell'avversario immaginario del mio maestro? Non solo continua ad attaccarmi in maniera scomposta arrivando dalla parte sbagliata, ma non ha nemmeno gli organi vitali negli stessi punti degli avversari altrui. Basta, lo voglio licenziare! Voglio Cato dell'Ispettore Clouseau, lui sì che ci sapeva fare.
Ci sarà una specie di sindacato degli avversari immaginari con cui poter trattare per uno scambio.
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I primi due giorni a Londra tutta la mia concentrazione è monopolizzata dalla palestra e dal terrore per l'esame da sostenere. Le cose sembrano andare lisce: riusciamo a raggiungere il posto, trovare gli spogliatoi, registrarci allo stage e presentarci in palestra.
Formiamo una linea per il saluto, o così crediamo, perché fra il maestro Giapponese e quegli inquadrati degli Inglesi la nostra idea tutta italiana di come sia fatta una linea sembra non attecchire. Si capisce dal fatto che continuavano a dire "Line up! Line up!" quando noi ci siamo già, o ci illudiamo di esserlo.
Il responsabile inglese fa il suo discorso ma la palestra è molto grande e io sono verso il fondo. Me la cavo con l'inglese scritto ma quello parlato è più ostico, combinato al fatto che faccio fatica a sentire non capisco una cippa di tutto il discorso.
Quando 'sciogliamo i ranghi' vado ad informarmi dal mio maestro.
"Voi avete capito?"
"Ha detto che tutti i soldi di noi italiani delle iscrizioni allo stage e le quote degli esami sono andati persi."
Che burlone!
"No, dai, cos'ha detto veramente."
"Ha detto che tutti i soldi di noi italiani delle iscrizioni allo stage e le quote degli esami sono andati persi. Ma visto che siamo tutti una grande famiglia ha chiesto di fare una colletta e ognuno mette quello che può."
Avevo già accennato al fatto che il maestro Giapponese non vuole bonifici ma solo contanti. La valigia delle quote stage ed esame è stata persa su di un pullman durante uno degli spostamenti. Il caposcuola italiano ha un'espressione che più mortificata non si può, così partecipo alla colletta.
Per un attimo ho anche temuto/sperato che gli esami fossero saltati, ed invece no: soldi o non soldi gli esami si tengono comunque.
Ogni tanto cerco di immaginarmi il tizio che ha raccolto la valigetta, magari pensando di trovarci scartoffie e documenti; penso alla faccia che deve aver fatto quando invece l'ha aperta e ci ha trovato una montagna di yen.
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Per la prima volta in vita mia vedo dal vivo i famosissimi yen. Quelli di cui ho sempre e solo letto nei manga. Ho dovuto cambiare un po' di soldi visto che il maestro giapponese vuole essere pagato direttamente in yen ed in contanti...
Li ho prenotati in banca, fin qui nulla di difficile: basta una telefonata, ma mai, mai fare i conti senza il Fattore Goffaggine. Nella stessa via ci sono due filiali diverse della stessa banca; credevo di averli prenotati nella mia filiale ed invece... quando sono andata allo sportello a momenti mi viene un colpo: nessuno sapeva nulla! Eppure avevo telefonato mezz'ora prima e mi avevano assicurato che erano arrivati. Fortunatamente ci è voluto poco per svelare l'arcano, altrimenti adesso starei a cercare un volo low-cost andata e ritorno per il Giappone. C'è voluta una settimana per averli, se non fossero arrivati ieri non avrei più avuto il tempo di riprenotarli.
Ora però sono qui, e se riesco a non dargli fuoco accidentalmente, a non farmi rapinare da un barbone giapponese in visita in Italia, a non dimenticarmi dove li ho nascosti, a consegnarli alla persona giusta... sabato potrei essere iscritta ufficialmente allo stage di Londra.






Ma con la fortuna che ho io, la banca mi avrà rifilato gli yen del Monopoli giapponese ;P
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Mercoledì otto ottobre c'è stato un mini-stage di jujitsu nella palestra in centro.
Inoue Kyoichi, il caposcuola dell'Hontai Yoshin Ryu è venuto in Italia per tenere lo stage ad Ovada ed i ragazzi ne hanno approfittato per organizzare qualcosina anche qui a Bologna.
Alla fine Udella lezione siamo finiti in pizzeria, dove Kyoichi non solo ha dimostrato di sapere quelle due o tre parole di italiano necessarie per spiegarsi in palestra ma di conoscere anche i vini: "San Giovese... buono!" (Immaginate la frase con accento giapponese).
Andando avanti nella serata il discorso è caduto su Napoli, a questo punto Kyoichi non ha potuto trattenersi dallo farci ascoltare gli mp3 che ha sul suo cellulare: O sole mio, Funiculì Funicolà ed una terza che non ricordo. Poi per par-condicio è passato alla musica tradizionale giapponese.
Di questi mp3 si narra che ne abbia ventitré e che quando parte te li fa ascoltare tuuuuutti. Ieri si è fermato a quattro, forse per l'ora tarda.
Uno dei momenti epocali è stato quando Piero - ore: undici di sera - dopo aver sfogliato il menù ha poi optato per la sua solita pizza.
Quando il cameriere - ore: undici e venti di sera - è arrivato annunciando: "Per chi è la salsiccia e cipolla?" è scoppiato l'applauso della tavolata in onore al coraggio dimostrato.




:-:
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Stasera di nuovo in palestra. Stavolta però per Kicking. So come andrà a finire, stramazzerò al suolo ben prima del minuto e mezzo che di solito duro a saltellare di qua e di là.
Del resto le vacanze sono LE Vacanze.
E io sono già fuori forma.
Sigh.
Dopo c'è il piano di fermarsi a bere una birra. Mi piacerebbe ma mercoledì sera... poi finisce che dormo niente e giovedì non campano niente al lavoro.
Mah, magari mi fermo solo un pochetto.
Vediamo poi anche la spinta che hanno gli altri.

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