Appunti di viaggio sparsi: SOLDI
Jun. 28th, 2009 05:40 pmI primi due giorni a Londra tutta la mia concentrazione è monopolizzata dalla palestra e dal terrore per l'esame da sostenere. Le cose sembrano andare lisce: riusciamo a raggiungere il posto, trovare gli spogliatoi, registrarci allo stage e presentarci in palestra.
Formiamo una linea per il saluto, o così crediamo, perché fra il maestro Giapponese e quegli inquadrati degli Inglesi la nostra idea tutta italiana di come sia fatta una linea sembra non attecchire. Si capisce dal fatto che continuavano a dire "Line up! Line up!" quando noi ci siamo già, o ci illudiamo di esserlo.
Il responsabile inglese fa il suo discorso ma la palestra è molto grande e io sono verso il fondo. Me la cavo con l'inglese scritto ma quello parlato è più ostico, combinato al fatto che faccio fatica a sentire non capisco una cippa di tutto il discorso.
Quando 'sciogliamo i ranghi' vado ad informarmi dal mio maestro.
"Voi avete capito?"
"Ha detto che tutti i soldi di noi italiani delle iscrizioni allo stage e le quote degli esami sono andati persi."
Che burlone!
"No, dai, cos'ha detto veramente."
"Ha detto che tutti i soldi di noi italiani delle iscrizioni allo stage e le quote degli esami sono andati persi. Ma visto che siamo tutti una grande famiglia ha chiesto di fare una colletta e ognuno mette quello che può."
Avevo già accennato al fatto che il maestro Giapponese non vuole bonifici ma solo contanti. La valigia delle quote stage ed esame è stata persa su di un pullman durante uno degli spostamenti. Il caposcuola italiano ha un'espressione che più mortificata non si può, così partecipo alla colletta.
Per un attimo ho anche temuto/sperato che gli esami fossero saltati, ed invece no: soldi o non soldi gli esami si tengono comunque.
Ogni tanto cerco di immaginarmi il tizio che ha raccolto la valigetta, magari pensando di trovarci scartoffie e documenti; penso alla faccia che deve aver fatto quando invece l'ha aperta e ci ha trovato una montagna di yen.
Formiamo una linea per il saluto, o così crediamo, perché fra il maestro Giapponese e quegli inquadrati degli Inglesi la nostra idea tutta italiana di come sia fatta una linea sembra non attecchire. Si capisce dal fatto che continuavano a dire "Line up! Line up!" quando noi ci siamo già, o ci illudiamo di esserlo.
Il responsabile inglese fa il suo discorso ma la palestra è molto grande e io sono verso il fondo. Me la cavo con l'inglese scritto ma quello parlato è più ostico, combinato al fatto che faccio fatica a sentire non capisco una cippa di tutto il discorso.
Quando 'sciogliamo i ranghi' vado ad informarmi dal mio maestro.
"Voi avete capito?"
"Ha detto che tutti i soldi di noi italiani delle iscrizioni allo stage e le quote degli esami sono andati persi."
Che burlone!
"No, dai, cos'ha detto veramente."
"Ha detto che tutti i soldi di noi italiani delle iscrizioni allo stage e le quote degli esami sono andati persi. Ma visto che siamo tutti una grande famiglia ha chiesto di fare una colletta e ognuno mette quello che può."
Avevo già accennato al fatto che il maestro Giapponese non vuole bonifici ma solo contanti. La valigia delle quote stage ed esame è stata persa su di un pullman durante uno degli spostamenti. Il caposcuola italiano ha un'espressione che più mortificata non si può, così partecipo alla colletta.
Per un attimo ho anche temuto/sperato che gli esami fossero saltati, ed invece no: soldi o non soldi gli esami si tengono comunque.
Ogni tanto cerco di immaginarmi il tizio che ha raccolto la valigetta, magari pensando di trovarci scartoffie e documenti; penso alla faccia che deve aver fatto quando invece l'ha aperta e ci ha trovato una montagna di yen.
no subject
on 2009-06-28 04:23 pm (UTC);____;
no subject
on 2009-06-29 12:51 pm (UTC)