Snapshot_bingo: arch
Feb. 15th, 2013 09:40 amThis is a "Portico", if someone want to know what a Portico is, click at this link: http://vimeo.com/59262880 to wacth a beautiful video about my town, Bologna. The Porico in my photo is not in Bologna but in a smaller town near Bologna: San Giorgio.

Card: http://sottobosco.dreamwidth.org/589041.html
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http://www.pianetaebook.com/2013/02/ebook-gratis-avvistamenti-di-febbraio-2-16587
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Hyperion di Dan Simmons
Feb. 13th, 2013 09:05 pmL’unica vera recensione di questo libro è: leggetelo.
La pappardella che segue sono solo considerazioni personali.
Su un’astronave-albero ci sono un prete, un soldato, un teologo, un investigatrice, un poeta, un console e un templare. Sembra l’inizio di una barzelletta ed invece si tratta di un libro di fantascienza di alto livello: Hyperion.
Hyperion relega la maggior parte dei libri che ho letto al ruolo di favolette. Per questo è difficile farne una recensione che non sembri la pubblicità esagerata di una quarta di copertina.
L’impianto del libro è classico: sette personaggi costretti ad un periodo di convivenza forzata raccontano la propria storia. I sette, ognuno per un motivo diverso, stanno compiendo un pellegrinaggio alle Tombe del Tempo per incontrare una terribile e semi-mitologica creatura chiamata Strike, con la consapevolezza che le probabilità di uscirne vivi sono ridotte al minimo. La forza di Hyperion sta nelle storie raccontate dai protagonisti, nella bravura dell’autore di creare mondi e atmosfere; storie mai facili, drammatiche, originali ed evocative.
Leggiamo così le vicende dei pellegrini ed è impossibile sceglierne una e dire: “questa è la mia preferita”. Quando leggiamo la storia del prete sentiamo la voce del prete, quando leggiamo la storia del soldato sentiamo la voce del soldato, e così via, senza che la voce dell’autore si intrometta con le su convinzioni personali o con giudizi annidati fra le righe – nessun facile moralismo – e per scrivere in questo modo ci vuole una grande capacità di immedesimazione. L’unico appunto che posso fare è che, fra tutte le storie, quella dell’investigatrice e la più classica e già vista ma questo non toglie forza al personaggio.
Altro punto che ho apprezzato è l’inserimento nella trama del Debito Temporale, ossia chi viaggia sulle astronavi è sottoposto ad uno scorrere del tempo differente da chi sta fermo su di un pianeta (se sull’astronave sono passati tre mesi, sul pianeta sono passati cinque anni). È il primo libro di fantascienza che leggo che non sorvola sulla relatività ma ne fa il proprio punto di forza.
Difetto: la narrazione è talvolta interrotta dall’inserimento di una poesia. È una cosa che non mi è mai piaciuta a meno che non sia necessario citarne brevi versi a beneficio della trama e qui non succede. L’autore è un fan del poeta Keats e abusa – a mio gusto – di questi inserti. So che le poesie di Keats sono bellissime ma purtroppo la traduzione in lingua italiana le massacra e per me povera lettrice non ferrata in materia si sono rivelate solo una distrazione e non un valore aggiunto.
Hyperion si conclude con un finale aperto che trova piena conclusione nel libro successivo: La Caduta di Hyperion. Tuttavia è uno di quei finali aperti che reputo ben fatto, mi avrebbe soddisfatto anche senza un seguito perché a volte non è importante tanto la destinazione quanto i compagni di viaggio.
La pappardella che segue sono solo considerazioni personali.
Su un’astronave-albero ci sono un prete, un soldato, un teologo, un investigatrice, un poeta, un console e un templare. Sembra l’inizio di una barzelletta ed invece si tratta di un libro di fantascienza di alto livello: Hyperion.
Hyperion relega la maggior parte dei libri che ho letto al ruolo di favolette. Per questo è difficile farne una recensione che non sembri la pubblicità esagerata di una quarta di copertina.
L’impianto del libro è classico: sette personaggi costretti ad un periodo di convivenza forzata raccontano la propria storia. I sette, ognuno per un motivo diverso, stanno compiendo un pellegrinaggio alle Tombe del Tempo per incontrare una terribile e semi-mitologica creatura chiamata Strike, con la consapevolezza che le probabilità di uscirne vivi sono ridotte al minimo. La forza di Hyperion sta nelle storie raccontate dai protagonisti, nella bravura dell’autore di creare mondi e atmosfere; storie mai facili, drammatiche, originali ed evocative.
Leggiamo così le vicende dei pellegrini ed è impossibile sceglierne una e dire: “questa è la mia preferita”. Quando leggiamo la storia del prete sentiamo la voce del prete, quando leggiamo la storia del soldato sentiamo la voce del soldato, e così via, senza che la voce dell’autore si intrometta con le su convinzioni personali o con giudizi annidati fra le righe – nessun facile moralismo – e per scrivere in questo modo ci vuole una grande capacità di immedesimazione. L’unico appunto che posso fare è che, fra tutte le storie, quella dell’investigatrice e la più classica e già vista ma questo non toglie forza al personaggio.
Altro punto che ho apprezzato è l’inserimento nella trama del Debito Temporale, ossia chi viaggia sulle astronavi è sottoposto ad uno scorrere del tempo differente da chi sta fermo su di un pianeta (se sull’astronave sono passati tre mesi, sul pianeta sono passati cinque anni). È il primo libro di fantascienza che leggo che non sorvola sulla relatività ma ne fa il proprio punto di forza.
Difetto: la narrazione è talvolta interrotta dall’inserimento di una poesia. È una cosa che non mi è mai piaciuta a meno che non sia necessario citarne brevi versi a beneficio della trama e qui non succede. L’autore è un fan del poeta Keats e abusa – a mio gusto – di questi inserti. So che le poesie di Keats sono bellissime ma purtroppo la traduzione in lingua italiana le massacra e per me povera lettrice non ferrata in materia si sono rivelate solo una distrazione e non un valore aggiunto.
Hyperion si conclude con un finale aperto che trova piena conclusione nel libro successivo: La Caduta di Hyperion. Tuttavia è uno di quei finali aperti che reputo ben fatto, mi avrebbe soddisfatto anche senza un seguito perché a volte non è importante tanto la destinazione quanto i compagni di viaggio.
Vendesi castello
Feb. 11th, 2013 07:42 pmAnnuncio scovato nella pagina delle inserzioni degli appartamenti in vendita:
nel caso in cui a chi cerca un quadrilocale cada l'occhio sull'annuncio e gli avanzino giusto-giusto cinque o sei milioni di euro da investire nella una residenza estiva.
Peccato che ho perso il pennarello rosso: non posso cerchiolare l'annuncio e mi scapperà l'occasione... peggio per me e per il mio disordine; pazienza, forse la prossima settimana qualcuno metterà l'annuncio "Vendesi isola" - vado subitissimo a procurarmi un altro pennarello rosso ;P
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nel caso in cui a chi cerca un quadrilocale cada l'occhio sull'annuncio e gli avanzino giusto-giusto cinque o sei milioni di euro da investire nella una residenza estiva.
Peccato che ho perso il pennarello rosso: non posso cerchiolare l'annuncio e mi scapperà l'occasione... peggio per me e per il mio disordine; pazienza, forse la prossima settimana qualcuno metterà l'annuncio "Vendesi isola" - vado subitissimo a procurarmi un altro pennarello rosso ;P
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Snapshot_bingo: AQUA
Feb. 10th, 2013 06:25 pmAqua as Water. Some raining days this week, so I shot at drops:

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Una "staaar" a Caterpillar
Feb. 8th, 2013 10:22 amDal minuto 7:00 in poi c'è il servizio sulla Scienza in Piazza con la comparsata anche di un nostro noto "losco" figuro ;-p
http://www.radio2.rai.it/dl/Radio2/popupaudio.html?t=CATERPILLAR%20del%2007%2F02%2F2013%20-%202.%20Antonio%20Di%20Bella%20in%20studio.%20Sara%20Zambotti%20da%20Bologna&p=CATERPILLAR%20del%2007%2F02%2F2013%20-%202.%20Antonio%20Di%20Bella%20in%20studio.%20Sara%20Zambotti%20da%20Bologna&d=&u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA42570510.mp3
http://www.radio2.rai.it/dl/Radio2/popupaudio.html?t=CATERPILLAR%20del%2007%2F02%2F2013%20-%202.%20Antonio%20Di%20Bella%20in%20studio.%20Sara%20Zambotti%20da%20Bologna&p=CATERPILLAR%20del%2007%2F02%2F2013%20-%202.%20Antonio%20Di%20Bella%20in%20studio.%20Sara%20Zambotti%20da%20Bologna&d=&u=http%3A%2F%2Fwww.radio.rai.it%2Fpodcast%2FA42570510.mp3
La Campana dell'arciprete
Jan. 30th, 2013 07:49 pmLa Campana dell'Arciprete: saga contadina con delitto - di Danila Comastri Montanari

"Se vuoi veder l'inferno, Bologna d'estate, Bologna d'inverno"

"Se vuoi veder l'inferno, Bologna d'estate, Bologna d'inverno"
E' il primo libro che ho letto da pendolare, durante il tragitto giornaliero dalla mia nuova casa al mio solito lavoro, ed ero ancora così distratta dalla nuova esperienza da non avergli prestato la dovuta attenzione. E' inoltre uno degli ultimi libri in versione cartacea che ho letto prima dell'acquisto dell'e-reader, ma niente di questo ha nulla a che fare con la trama o una recensione seria sull'intreccio o lo stile di scrittura. Non è però mia intenzione fare una recensione tecnica, anche perché scrivo queste righe a un anno o più dalla lettura pertanto devo andare a ripescare nella memoria le informazioni; tuttavia anche internet aiuta e chi fosse interessato ad un riassunto fatto bene lo può trovare senza problemi: http://www.oocities.org/athens/oracle/6791/arci-italiano.htm>.
Si tratta di un giallo, il periodo storico è quello della restaurazione pontificia ed il protagonista è un prete in là con gli anni, saggio e buono d'animo, amante della buona tavola, disinteressato di politica e di giochi di potere. Un giorno viene trovato il cadavere di una giovane donna in cima alla torre campanaria, la figlia nubile del mezzadro che gestisce il più bel podere dei dintorni. Il problema è che la giovane era incinta e trovare l'assassino non è cosa semplice dato che la lista dei sospetti si allunga sempre di più ad ogni voltata di pagina. Toccherà al prete ed al suo amico-rivale, un medico ghibellino, sbrogliare la matassa.
I personaggi descritti nel libro sembrano veri se teniamo conto della mentalità del tempo. Mi è piaciuto che l'autrice non tenti di appiccicare un comportamento moderno ai suoi protagonisti, non scriva di contadini e manovali con mente aperta o più colti di quel che avrebbero mai potuto essere per "destino di nascita"; né tantomeno di nobili che rinunciano al loro snobismo nei confronti di plebe o parvenu. Per paradosso è il fatto che il personaggio del contadino sembri la macchietta del contadino e il personaggio della contessa sembri la macchietta della contessa a renderli più veri.
Un'altra abilità della Montanari è riuscire a rendere la parlata e la cadenza della regione. Tutti i dialoghi sono in italiano, del dialetto ci sono solo pochi termini sparsi qua e là, tutta via c'è una "cadenza" nel parlato da renderlo caratteristico e riconoscibile.
L'intreccio giallo non è il pezzo forte del libro, non è stata la curiosità di scoprire l'assassino a farmi continuare a leggere ma la ricostruzione dello spaccato di vita della bassa bolognese. Molto azzeccato anche il protagonista, un personaggio verso il quale è impossibile non provare comprensione ed empatia.
P.S.: La citazione all'inizio della recensione viene proferita dal protagonista quando si reca in città ed è riferita al clima umido che rende insopportabile il caldo estivo ed il freddo invernale.













