NEUROMANTE di William Gibson
Feb. 29th, 2012 03:18 pmNeuromante è un classico, non mi dilungo a descriverne la trama: si può trovare su wikipedia o altri siti dedicati. Pertanto queste sono solo impressioni personali e non una vera recensione - tuttavia può contenere spoiler.
Mentre lo leggevo non è riuscito ad appasionarmi, i personaggi non hanno il fascino che mi aspettavo. Il protagonista si chiama Case, è l'Hacker con l'H maiuscola, un cowboy del cyberspazio ma dalla trama tutta questa sua bravura non emerge. Si capisce che è bravo perché ogni tanto un comprimario lo chiama "Artista" e fa notare che sì, lui è il migliore. La sua missione è penetrare un firewall (nel libro chiamato ICE) tuttavia il lavoro lo fanno un virus cinese ed il costrutto ROM di un altro hacker (il leggendario - sempre nel libro - Flatline). Case passa il tempo a vagare nel cyberspazio mentre gli altri sgobbano, wow! Bravo! Magari riuscissi a fare la stessa cosa in ufficio. Tutta la parte del cyberspazio manca di epicità, sono arrivata alla conclusione che il successo del romanzo sia dovuto alla novità del concetto all'epoca più che al susseguirsi degli eventi che vi sono narrati.
Non conosco il panorama fantascientifico degli anni '80, non so da quanto tempo stesse prendendo forma il cyberpunk prima dell'impatto di Neuromante, ma senz'altro è stato qualcosa di innovativo rispetto ai soliti canoni. Il mondo di Gibson è un mondo sporco, la sporcizia è ovunque, nei quartieri poveri si manifesta attraverso gli scarafaggi nei lavandini; nei quartieri ricchi attraverso la perversione come alternativa alla noia. Non ci sono eroi, nessuno si salva, la droga sembra essere l'unico stimolo che vale ancora la pena provare. Tutti i personaggi, nessuno escluso, sono fatti o in preda a dipendenza da qualcosa.
Credevo che il titolo del libro: Neuromante, fosse riferito al protagonista; insomma: che fosse un termine evocativo per descrivere il collegamento neurale con le macchine o cose del genere. Invece verso la fine si scopre che Neuromante è un personaggio. Ad un certo punto salta fuori: salve, sono io: Neuromante!
Ed io: salve! E perché me ne dovrebbe importare qualcosa a questo punto della storia?
E' ovvio che il titolo è stato scelto soltanto perché suonava bene, poteva intitolarsi Armadillo. Sentite come suona bene: Armadillo! Tuttavia concordo che la parola Neuromante sia molto più evocativa.
Ecco, adesso gli hacker appassionati di cyberpunk mi entreranno nel computer e mi faranno esplodere il video in faccia! Sigh!
Il libro non mi ha appassionato durante la lettura, eppure i suoi personaggi mi sono rimasti in testa. Non è uno di quei romanzi che si fanno dimenticare dopo la parole Fine; in fondo il cyberspazio, pur inserito in un mondo malato, è la rappresentazione di una libertà pura, scevra dagli affanni del corpo (e non è poco).
Ho intenzione di leggere anche i due seguiti di Neuromante, completando la trilogia dello Sprawl. Il cyberpunk continua a non essere il mio genere preferito ma adesso ne comprendo un po' di più il fascino. Anche se non mi farò tatuare sul braccio i capitoli del libro.
no subject
on 2012-02-29 08:49 pm (UTC)L'ho letto in tempi non sospetti, ovvero appena pubblicato/tradotto. Ciavevo la fissa del cyberpunk, ciavevo :D considerato che alla fine degli anni 80 internette esisteva, ma era appannaggio di pochi, e le interfacce grafiche erano agli albori, Gibson con la Matrice ha avuto una notevole visione.
Interfacce grafiche e internet e connessione pressoché continua adesso ce le abbiamo sotto al naso un numero cospicuo di ore al giorno, ma quello che per me è stato veramente precognitivo è l'ossessione delle "megacorporazioni che possiedono tutto". Non che negli anni 80 fosse tutto rose e fiori ma adesso mi guardo intorno e vedo segnali veramente preoccupanti. Forse non nel metodo ma comunque nell'intento.
Non ricordavo questa continua celebrazione di quanto è fico Case... sarà che è passato molto tempo da quando l'ho letto e a diciott'anni a queste cose ci guardavo meno. Hmm.
Neuromante più che un personaggio è il "qualcosa" che mette in moto tutto, se il riassunto che ho letto per rinfrescarmi la memoria non mi tradisce.
[E poi come nome mi piace di più Invernomuto, hehehe]
Se ti va di leggere una bella interpretazione fumettistica del Cyberpunk, sia pure piuttosto ingarbugliata, ti posso prestare AppleSeed :)
anche se il "molto ingarbugliata" è quello che si suol definire un understatement
no subject
on 2012-02-29 08:53 pm (UTC)Fai prima a darle due randellate nelle ovaie! Son meno dolorose. XD
Scherzo. O quasi.
Io cmq non ho mai letto niente di cyberpumkesco.. nei libri almeno.
Nei fumetti m'han sempre fatto venire il mal di testa.
^_^;;;;
no subject
on 2012-02-29 08:59 pm (UTC)Per farsi veramente del male ci vuole the The Ghost In The Shell :D (anche se il tema di fondo alla fine è lo stesso)
no subject
on 2012-02-29 09:01 pm (UTC)Io ancora devo capire cosa ho letto. Alla decima rilettura.
Non tiriamo in ballo Ghost in the Shell poi, please, o mi parte un'embolo.
ç_ç;
no subject
on 2012-02-29 09:03 pm (UTC)dal manuale: come farsi cacciare a pedate da un journal
no subject
on 2012-03-02 10:48 am (UTC)La celebrazione di Case non è continua, la fa il barista dal braccio meccanico all'inizio del romanzo, più un paio di reminder sparsi nella trama. Quello che intendevo dire è che il libro dice ma non mostra, o almeno - letto tardivamente rispetto alla pubblicazione - non è che Case faccia questo gran ché, se invece di lui ci fosse stato un altro hacker preso a caso, che cosa sarebbe cambiato? Il che può anche andar bene, magari è proprio quello che Gibson intendeva, sono io che mi aspettavo un diverso stile di scrittura.
Prendiamo il Signore degli Anelli, il libro è intitolato ad un personaggio che non appare mai, ma la sua presenza impregna tutto il racconto. In Neuromante no, spunta fuori alla fine con il suo spiegoncino finale e riga. Si capisce che cosa avesse in testa Gibson, ma il suo stile di scrittura non mi soddisfa.
I concetti invece restano, per questo alla fine non riesco a liquidarlo con un "non mi è piaciuto".
no subject
on 2012-03-02 04:40 pm (UTC)Volentieri :) purché non cia sia dello splatter
no subject
on 2012-03-05 06:53 pm (UTC)Dillo a me ;)
M'è quasi venuta voglia di rileggerlo. Giusto per vedere dopo vent'anni l'effetto che fa...
no subject
on 2012-03-05 06:55 pm (UTC)