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ATTENZIONE: spoiler totale sul finale.

In breve: è un bel film girato bene, che riesce a tenere la tensione; purtroppo dal libro prende solo lo spunto iniziale ribaltandone completamente il significato.
Consigliato: sì, purché non abbiate letto il libro o non vi dia fastidio che il finale del film vada esattamente nella direzione opposta di quella del libro.

Will Smith aveva già dato prova di saper recitare bene e qui lo conferma ancora una volta. Il suo ruolo non è facile: quello di un uomo rimasto completamente solo dopo che un virus devastante ha ucciso il novantacinque per cento della popolazione mondiale, trasformando il resto in belve assetate di sangue.
Will, che interpreta il dottor Neville, riesce a reggere il film rendendo le emozioni e gli stati d'animo del protagonista in maniera credibile e riuscendo a coinvolgere lo spettatore. Neville continua a lottare contro qualcosa più grande di lui, non vuole perdere la speranza ma ogni giorno che passa il confine con la pazzia si fa sempre più vicino e sempre più indistinto.
Lo spunto del libro è quello di raccontare dell'unico uomo rimasto vivo in un mondo di vampiri; gli sceneggiatori hanno preso questa idea e l'hanno trasposta in chiave moderna. Il film è ambientato in una New York invasa dalle erbacce e dagli animali ma priva di esseri umani. La trama è diversa rispetto a quella del libro ma i cambiamenti sono stati fatti con intelligenza, creando una storia “realistica” e coerente che si adatta bene alla nuova ambientazione della metropoli.
Il “tradimento” del film nei confronti del libro si ha nel finale e nella chiave di lettura dello stesso titolo: Io sono Leggenda.

Il libro: Nel libro la frase Io sono Leggenda ben si adatta a Neville, unico uomo vivo in un mondo di non morti; il mostro in grado di camminare alla luce del sole che uccide la gente nel sonno. Nel libro di Matheson, dopo lo shock iniziale della catastrofe causata dalla guerra e dal virus, gli uomini trasformati in vampiri si riorganizzano, ricostruendo una società basata sulla loro nuova condizione in cui un essere vivo non ha posto, diventando il “mostro leggendario” di cui si racconta ai bambini per spaventarli. Ecco perché Neville è leggenda, perché esce durante il giorno, nelle ore più spaventose dal punto di vista di un vampiro, per uccidere.
Alla fine del libro la civiltà umana non è andata distrutta, è cambiata in maniera più che drastica, ma va avanti con le sue nuove regole e le sue leggi. Neville, catturato e processato viene condannato a morte; lo stesso Neville si rende conto che il suo tempo è finito e di non avere più posto in questo nuovo mondo: di lui resterà solo la Leggenda.

I cambiamenti del film: La prima parte del film, sebbene la trama sia diversa, si attiene allo spirito del libro. La storia è raccontata dal punto di vista di Neville, rimasto completamente solo e costretto a difendersi dalle belve assetate di sangue in cui si sono trasformati coloro infettati dal virus. Il libro ed il film esplorano la psicologia di un uomo rimasto completamente solo, senza più la consolazione di un contatto umano e costretto a lottare per rimanere in vita. Un uomo che si avvicina sempre di più alla pazzia e che si aggrappa a tutto quello che può per non varcarne del tutto il confine e per trovare la forza di vivere, nella speranza che possa ancora esistere un futuro per sé e per la razza umana.
Ma mentre nel libro si ha un ribaltamento nel finale: Neville viene catturato e capisce le ragioni della nuova società che si è creata, rendendosi conto di essere lui il mostro (la leggenda) dal punto di vista dei neopadroni del mondo; nel film Neville riesce a trovare una cura per guarire le belve sanguinarie dal virus e farli tornare nuovamente alla condizione umana. Il sacrificio di Neville è necessario, non sopravvive alla fine del film, ma grazie al suo operato, quei pochi esseri umani rimasti vivi perché immuni dal virus potranno sconfiggerlo e ricostruire la civiltà com'era un tempo. Il ricordo di Neville sopravviverà per sempre, perché lui è il salvatore, lui è Leggenda.

Malgrado questo il film in sé è bello. Il regista ha fatto un lavoro splendido nel tenere alta la tensione, per non parlare di Will Smith, tanto di cappello. Però non paragonatelo a Io sono Leggenda. Andatelo a guardare dicendo: “Vado a vedere il nuovo film di Smith” oppure “il nuovo film di Abrams.” Tappatevi gli occhi non durante le scene paurose, ma nei cinque secondi in cui appare il titolo. Non entrate nel cinema pensando a Io sono Leggenda e ne uscirete più che soddisfatti.
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