UN PUNTO DI PARTENZA
Aug. 18th, 2007 04:11 pmSette anni fa ho iniziato a praticare jujitsu senza sapere cosa stessi facendo, né immaginare che avrei continuato per così tanto tempo. La scelta della palestra è stata puramente casuale, quello che sapevo del jujitsu era praticamente... nulla, ma ho trovato degli insegnanti che hanno saputo trasmettermi non solo quello che sanno ma anche la voglia di continuare per tutto questo tempo. Cosa non facile da fare con una persona non portata come me (mi inciampo nei tappetini; mi metto le dita negli occhi da sola; prima di qualche mese fa non vedevo praticamente una cippa; ho i riflessi di un bradipo; ecc...)
Fatto sta che il 9 giugno ho fatto gli esami federali e ho preso la cintura nera.
Prima di fare l'esame avevo dei dubbi, in realtà nemmeno ora li ho risolti tutti, ed al pensiero di prendere la cintura nera non ero per nulla entusiasta. Perché?
Perché per ventisei anni le uniche cose che sapevo sulle arti marziali mi sono arrivate dai film d'azione, dove il tizio che diceva “sono cintura nera” era il tizio figo e pericoloso. Un sacco di ragazzi della mia generazione e delle successive è cresciuto con il mito della cintura nera, che è appunto questo: soltanto un mito, un po' come babbo natale.
In ogni caso, per me, ottenere la cintura nera con l'attuale preparazione equivaleva a distruggere il mito, ad indossare una cintura che non valeva questo gran ché, e sicuramente non quello che io volevo che valesse.
Ecco quello che mi ha detto uno dei miei istruttori. La verità è che la cintura nera non è un punto di arrivo, è un punto di partenza. È come prendere la licenza elementare: significa che sai l'alfabeto e comporre un dettato. C'è chi continua a scrivere fino a che non riesce a mettere assieme un romanzo e chi, invece, pensando di essere già arrivato, si accontenta delle poche frasi che è in grado di comporre.
È come prendere la patente: significa sapere accendere la macchina per andare dal punto A al punto B, non che si è diventati dei piloti. Nello stesso modo non si diventa piloti senza aver preso la patente. La cintura nera è un passaggio obbligato per poter andare avanti, è una patente che ti permette di essere riconosciuto come praticante di jujitsu e non come “tizio che frequenta la palestra”.
A fine giugno ho fatto il passaggio di cintura ufficialmente. Eccola qui, nuova di zecca, con il nodo che non si chiude da quanto è rigida; una cintura con il lecco perché i lembi, ancora inamidati, puntano verso l'alto anziché il basso. Ma spero di continuare a portarla per molto tempo ancora, fino a quando non diventerà sbrindellata come quella del mio maestro.
Nel frattempo, dopo sette anni, eccomi qui: sulla linea di partenza.
Fatto sta che il 9 giugno ho fatto gli esami federali e ho preso la cintura nera.
Prima di fare l'esame avevo dei dubbi, in realtà nemmeno ora li ho risolti tutti, ed al pensiero di prendere la cintura nera non ero per nulla entusiasta. Perché?
Perché per ventisei anni le uniche cose che sapevo sulle arti marziali mi sono arrivate dai film d'azione, dove il tizio che diceva “sono cintura nera” era il tizio figo e pericoloso. Un sacco di ragazzi della mia generazione e delle successive è cresciuto con il mito della cintura nera, che è appunto questo: soltanto un mito, un po' come babbo natale.
In ogni caso, per me, ottenere la cintura nera con l'attuale preparazione equivaleva a distruggere il mito, ad indossare una cintura che non valeva questo gran ché, e sicuramente non quello che io volevo che valesse.
Ecco quello che mi ha detto uno dei miei istruttori. La verità è che la cintura nera non è un punto di arrivo, è un punto di partenza. È come prendere la licenza elementare: significa che sai l'alfabeto e comporre un dettato. C'è chi continua a scrivere fino a che non riesce a mettere assieme un romanzo e chi, invece, pensando di essere già arrivato, si accontenta delle poche frasi che è in grado di comporre.
È come prendere la patente: significa sapere accendere la macchina per andare dal punto A al punto B, non che si è diventati dei piloti. Nello stesso modo non si diventa piloti senza aver preso la patente. La cintura nera è un passaggio obbligato per poter andare avanti, è una patente che ti permette di essere riconosciuto come praticante di jujitsu e non come “tizio che frequenta la palestra”.
A fine giugno ho fatto il passaggio di cintura ufficialmente. Eccola qui, nuova di zecca, con il nodo che non si chiude da quanto è rigida; una cintura con il lecco perché i lembi, ancora inamidati, puntano verso l'alto anziché il basso. Ma spero di continuare a portarla per molto tempo ancora, fino a quando non diventerà sbrindellata come quella del mio maestro.
Nel frattempo, dopo sette anni, eccomi qui: sulla linea di partenza.
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on 2007-08-27 03:13 pm (UTC)