Giovedì 26 luglio, finalmente la tradizionale gita a Gardaland. Dopo le passate esperienze, quest'anno abbiamo optato per un giorno feriale di luglio, ad agosto il parco è inaffrontabile a causa della ressa di gente.
La nostra programmazione è stata premiata dal fatto di essere riusciti a fare tutte le attrazioni che ci interessavano; la fila più lunga è stata di quaranta minuti, alcune attrazioni addirittura non avevano fila per nulla (comprando il biglietto di ingresso online non abbiamo nemmeno fatto la fila all'ingresso!).
Tuttavia, malgrado questo lato estremamente positivo, la gita di quest'anno non è stata pienamente soddisfacente. Come mai?
Ecco la mia teoria:
Gli anni passati ogni attrazione aveva una fila piuttosto lunga, si andava da mezz'ora in su (Fuga da Atlantide arrivò addirittura a due ore e mezzo di coda – quell'anno decidemmo saggiamente di saltarla). Lunghe file, sete e sudore, dunque... ecco, è qui che entra in atto un meccanismo psicologico di difesa della propria autostima: dopo aver fatto un'ora e fischia di coda (la maggior parte sotto al sole) con un caldo bestia, il tuo io, per non implodere sotto al peso della propria coglionaggine, si autoconvince che “il gioco valga la candela”. Dopo tanto caldo si entra in un posto buio e fresco, e già questo stimola una specie di gratitudine stile sindrome di Stoccolma nei confronti degli ideatori del parco. Lo stesso discorso vale per i percorsi sotto al sole ma sull'acqua. Un'ora di fila per uno svago che dura al massimo cinque minuti, è ovvio che deve essere bellissimo. Gli occhi iniziano a vedere gli animatroni e i fondali di cartapesta sotto una luce mistica, quasi epica. Quelle che sono delle belle attrazioni, perché obiettivamente sono fatte molto bene, diventano belle con un quid in più.
Quest'anno è mancato l'effetto di cui sopra. È stato tutto troppo facile: niente file e accessi quasi immediati ai giochi. È stato divertente, ma le attrazioni sembravano meno belle (forse perché non più irraggiungibili o quasi.)
A parte questo piccolo neo, tutto il resto è andato come doveva andare.
Il bello di Gardaland: il kitch imperante; urlare a squarciagola sulle montagne russe; il cinema 3D; passare davanti al Blu Tornado, dire: forse il prossimo anno e tirare dritto per la propria strada; il negozio di fotografie anticate in costume; il Covo dei Bucanieri; la parodia di abbronzatura a fine giornata; le fontane e le bancarelle di granite; correre come scemi per prendere al volo la navetta di ritorno.
Le attrazioni fatte quest'anno: Jungle Rapid; Tunga; Corsari; La Valle dei Re; Time Voyagers; Colorado Boat; Magic Mountain; The Spectacular 4D adventure; Fuga da Atlantide; più altri giochi, giri, foto e cibo vario.
La nostra programmazione è stata premiata dal fatto di essere riusciti a fare tutte le attrazioni che ci interessavano; la fila più lunga è stata di quaranta minuti, alcune attrazioni addirittura non avevano fila per nulla (comprando il biglietto di ingresso online non abbiamo nemmeno fatto la fila all'ingresso!).
Tuttavia, malgrado questo lato estremamente positivo, la gita di quest'anno non è stata pienamente soddisfacente. Come mai?
Ecco la mia teoria:
Gli anni passati ogni attrazione aveva una fila piuttosto lunga, si andava da mezz'ora in su (Fuga da Atlantide arrivò addirittura a due ore e mezzo di coda – quell'anno decidemmo saggiamente di saltarla). Lunghe file, sete e sudore, dunque... ecco, è qui che entra in atto un meccanismo psicologico di difesa della propria autostima: dopo aver fatto un'ora e fischia di coda (la maggior parte sotto al sole) con un caldo bestia, il tuo io, per non implodere sotto al peso della propria coglionaggine, si autoconvince che “il gioco valga la candela”. Dopo tanto caldo si entra in un posto buio e fresco, e già questo stimola una specie di gratitudine stile sindrome di Stoccolma nei confronti degli ideatori del parco. Lo stesso discorso vale per i percorsi sotto al sole ma sull'acqua. Un'ora di fila per uno svago che dura al massimo cinque minuti, è ovvio che deve essere bellissimo. Gli occhi iniziano a vedere gli animatroni e i fondali di cartapesta sotto una luce mistica, quasi epica. Quelle che sono delle belle attrazioni, perché obiettivamente sono fatte molto bene, diventano belle con un quid in più.
Quest'anno è mancato l'effetto di cui sopra. È stato tutto troppo facile: niente file e accessi quasi immediati ai giochi. È stato divertente, ma le attrazioni sembravano meno belle (forse perché non più irraggiungibili o quasi.)
A parte questo piccolo neo, tutto il resto è andato come doveva andare.
Il bello di Gardaland: il kitch imperante; urlare a squarciagola sulle montagne russe; il cinema 3D; passare davanti al Blu Tornado, dire: forse il prossimo anno e tirare dritto per la propria strada; il negozio di fotografie anticate in costume; il Covo dei Bucanieri; la parodia di abbronzatura a fine giornata; le fontane e le bancarelle di granite; correre come scemi per prendere al volo la navetta di ritorno.
Le attrazioni fatte quest'anno: Jungle Rapid; Tunga; Corsari; La Valle dei Re; Time Voyagers; Colorado Boat; Magic Mountain; The Spectacular 4D adventure; Fuga da Atlantide; più altri giochi, giri, foto e cibo vario.
no subject
on 2007-07-31 09:24 am (UTC)no subject
on 2007-07-31 12:55 pm (UTC)^_^;;;;
no subject
on 2007-08-02 01:48 pm (UTC)Gli spettacoli cambiano a seconda degli orari del giorno.
Io ho fatto il contrario, non ero mai stata a Gardaland nell'infanzia, ho cominciato da circa cinque anni a frequentarlo.