sottobosco (
sottobosco) wrote2008-07-24 11:09 pm
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GARDALAND
Era da dirsi che Marco non sarebbe arrivato in tempo in stazione.
Quindi: macchina.
È la prima volta che scegliamo la macchina e l'esperimento è andato bene. Il prossimo anno la ripropongo. Il vantaggio è non essere legati agli orari della navetta e dei treni.
Dunque: ore 8:40 in stazione, ormai è tardi, all'arrivo di Marco andiamo tutti a casa di Gisella, ma non senza una puntata al Bar per la colazione.
Marco si fa una doccia, mentre Gisella cerca un elettrauto aperto.
Ore 9:30 circa, siamo pronti, breve sosta all'elettrauto per sostituire una lampadina e poi si parte. Beh, si parte più o meno, perché rimaniamo bloccati per quarantacinque minuti allo svincolo Milano/Firenze. Grazie al cielo il traffico è tutto per Firenze, l'autostrada del Brennero invece è scorrevole.
Dato che Gisella deve rispondere al telefono ci scambiamo di posto e mi metto alla guida della Micra. Con fortune alterne, almeno all'inizio, a partire dal dovermi aggiustare il sedile (pessima idea farlo in discesa!) alla frizione durissima.
Devo ammettere che guidare la Micra mi ha fatto apprezzare sempre di più la Y. Anche se la Micra ha una feature in più: ai centoventi chilometri orari il pedale dell'acceleratore trema tanto da farti il vibramassaggio alla pianta del piede.
Ore 11:30, siamo a Gardaland. Le file ci sono ma sono affrontabili.
Mammut, la nuova attrazione, ha solo un'ora di fila da affrontare. Ci fiondiamo subito là e per la prima volta riusciamo a fare una nuova attrazione nell'anno di inaugurazione. Si tratta di una montagna russa molto soft. Niente cadute a precipizio e niente giri della morte.
Giudizio: divertente, l'avrei rifatta se non fosse stato per l'ora di fila da riaffrontare. Peccato che la scenografia attorno non sia né carne né pesce; è un pastrocchio a metà strada fra gran canyon e polo nord.
Ora del pranzo: Locanda dei Bucanieri (il ristorante, non il self service).
Giudizio: non un granché, ad essere sinceri. Vado sul sicuro e prendo un piatto di pasta ma non è all'altezza del prezzo; tentano di mascherare con il basilico il fatto che il pomodoro non sappia di niente.
Cinema 4D fila... boh, forse un quarto d'ora o venti minuti. Spettacolo: Monster Car.
Giudizio sui Monster Car: fatto male, non soddisfacente. Il punto di vista passa spesso dalla prima alla terza persona spezzando l'identificazione con il pilota. Più che altro si tratta solo dei sedili che ti vibrano sotto al culo per mimare la macchina che passa su di un terreno scosceso.
Gli spettacoli migliore del cinema 4D finora sono stati “Miniere” e quello originale dove si andava a catturare i dinosauri.
Colorado Boat direi una buona mezz'ora di fila, forse quarantacinque minuti. Ho una foto di me in preda al terrore quando la barchetta a tronco fa il salto, dal mio punto di vista, nel vuoto.
Il Galeone dei Pirati. Fila: cinque minuti. Qualche animatrone guasto qua e là ma non si nota quasi. Sempre bellino come un tempo.
Jungle rapids ossia i cannotti. Fila: direi venti minuti o mezz'ora. Siamo capitati in un cannotto con gente amica del tizio che lavora lì. Risultato: Secondo giro a scrocco! Ossia, abbiamo fatto un secondo giro senza scendere dal cannotto e dover rifare la fila.
Sono uscita che ero fradicia! Hanno velocizzato il flusso d'acqua su cui navigano i cannotti e questo provoca onde più alte. E come se non bastasse siamo finiti contro la cascata. Sono uscita che i pantaloni erano letteralmente da strizzare.
Cena al Covo dei Bucanieri, il self service, stavolta. E via di cosce di pollo e patatine fritte! In confronto agli insipidi cappelletti del pranzo: il paradiso.
Solita foto in costume, quest'anno cowboy e prigioniero messicano. Niente da fare, sia che sorrida sia che cerchi di fare l'espressione arrabbiata, una volta in foto sembra sempre che io sia sul punto di star per scoppiare a piangere. Sono il bandolero triste, è il mio destino.
Giochi vari, fra i quali tiro al bersaglio.
Non abbiamo fatto in tempo a prendere il trenino per il giro panoramico del parco. Peccato. Sarà per il prossimo anno.
Ore 9:15 di sera, partenza dal parco.
Riusciamo perfino a ritrovare la macchina nel parcheggio.
Traffico in autostrada: pochissimo. Un'ora e mezza e siamo a casa.
Quest'anno niente montagne russe, non mi andava di farle da sola. Peccato, ma non le rimpiango più di tanto, forse non era il momento.
Giudizio complessivo della giornata: OTTIMA. Rilassante e divertente, ci voleva proprio!
Quindi: macchina.
È la prima volta che scegliamo la macchina e l'esperimento è andato bene. Il prossimo anno la ripropongo. Il vantaggio è non essere legati agli orari della navetta e dei treni.
Dunque: ore 8:40 in stazione, ormai è tardi, all'arrivo di Marco andiamo tutti a casa di Gisella, ma non senza una puntata al Bar per la colazione.
Marco si fa una doccia, mentre Gisella cerca un elettrauto aperto.
Ore 9:30 circa, siamo pronti, breve sosta all'elettrauto per sostituire una lampadina e poi si parte. Beh, si parte più o meno, perché rimaniamo bloccati per quarantacinque minuti allo svincolo Milano/Firenze. Grazie al cielo il traffico è tutto per Firenze, l'autostrada del Brennero invece è scorrevole.
Dato che Gisella deve rispondere al telefono ci scambiamo di posto e mi metto alla guida della Micra. Con fortune alterne, almeno all'inizio, a partire dal dovermi aggiustare il sedile (pessima idea farlo in discesa!) alla frizione durissima.
Devo ammettere che guidare la Micra mi ha fatto apprezzare sempre di più la Y. Anche se la Micra ha una feature in più: ai centoventi chilometri orari il pedale dell'acceleratore trema tanto da farti il vibramassaggio alla pianta del piede.
Ore 11:30, siamo a Gardaland. Le file ci sono ma sono affrontabili.
Mammut, la nuova attrazione, ha solo un'ora di fila da affrontare. Ci fiondiamo subito là e per la prima volta riusciamo a fare una nuova attrazione nell'anno di inaugurazione. Si tratta di una montagna russa molto soft. Niente cadute a precipizio e niente giri della morte.
Giudizio: divertente, l'avrei rifatta se non fosse stato per l'ora di fila da riaffrontare. Peccato che la scenografia attorno non sia né carne né pesce; è un pastrocchio a metà strada fra gran canyon e polo nord.
Ora del pranzo: Locanda dei Bucanieri (il ristorante, non il self service).
Giudizio: non un granché, ad essere sinceri. Vado sul sicuro e prendo un piatto di pasta ma non è all'altezza del prezzo; tentano di mascherare con il basilico il fatto che il pomodoro non sappia di niente.
Cinema 4D fila... boh, forse un quarto d'ora o venti minuti. Spettacolo: Monster Car.
Giudizio sui Monster Car: fatto male, non soddisfacente. Il punto di vista passa spesso dalla prima alla terza persona spezzando l'identificazione con il pilota. Più che altro si tratta solo dei sedili che ti vibrano sotto al culo per mimare la macchina che passa su di un terreno scosceso.
Gli spettacoli migliore del cinema 4D finora sono stati “Miniere” e quello originale dove si andava a catturare i dinosauri.
Colorado Boat direi una buona mezz'ora di fila, forse quarantacinque minuti. Ho una foto di me in preda al terrore quando la barchetta a tronco fa il salto, dal mio punto di vista, nel vuoto.
Il Galeone dei Pirati. Fila: cinque minuti. Qualche animatrone guasto qua e là ma non si nota quasi. Sempre bellino come un tempo.
Jungle rapids ossia i cannotti. Fila: direi venti minuti o mezz'ora. Siamo capitati in un cannotto con gente amica del tizio che lavora lì. Risultato: Secondo giro a scrocco! Ossia, abbiamo fatto un secondo giro senza scendere dal cannotto e dover rifare la fila.
Sono uscita che ero fradicia! Hanno velocizzato il flusso d'acqua su cui navigano i cannotti e questo provoca onde più alte. E come se non bastasse siamo finiti contro la cascata. Sono uscita che i pantaloni erano letteralmente da strizzare.
Cena al Covo dei Bucanieri, il self service, stavolta. E via di cosce di pollo e patatine fritte! In confronto agli insipidi cappelletti del pranzo: il paradiso.
Solita foto in costume, quest'anno cowboy e prigioniero messicano. Niente da fare, sia che sorrida sia che cerchi di fare l'espressione arrabbiata, una volta in foto sembra sempre che io sia sul punto di star per scoppiare a piangere. Sono il bandolero triste, è il mio destino.
Giochi vari, fra i quali tiro al bersaglio.
Non abbiamo fatto in tempo a prendere il trenino per il giro panoramico del parco. Peccato. Sarà per il prossimo anno.
Ore 9:15 di sera, partenza dal parco.
Riusciamo perfino a ritrovare la macchina nel parcheggio.
Traffico in autostrada: pochissimo. Un'ora e mezza e siamo a casa.
Quest'anno niente montagne russe, non mi andava di farle da sola. Peccato, ma non le rimpiango più di tanto, forse non era il momento.
Giudizio complessivo della giornata: OTTIMA. Rilassante e divertente, ci voleva proprio!