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Quando la giornata di lavoro si sta trascinando in un noiosissimo lavoro burocratico (pure inutile!) l'unica cosa che può riscattare il morale è... lo spam!
Bona le' con le e-mail degli eredi dei dignitari del Burundi, stavolta ci scrive niente po'po' di meno che la Polizia degli Stati Uniti, in un bel caratterino che non è il comicsans ma ci assomiglia un po'.


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Primo giorno di rientro al lavoro, c'è tanto da fare ma la mente vaga altrove...


vignetta


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Primo giorno di rientro al lavoro. Ho già ripreso le sane abitudini tipo: colazione al baretto qua sotto con brioches ripiena di nutella e caffè.
Fortunatamente c'è ancora molta calma, essendo già fine agosto mi aspetto più frenesia e più telefonate.
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Sono tempi di crisi, di incertezza dello stipendio e di usuale stress sul lavoro fra colleghi e burocrazia, così mi decido a provare il colpaccio ed a iscrivermi ai concorsi che la Regione ha indetto. Prima d'ora non avevo mai fatto un concorso pubblico, per pessimismo o per mancanza di laurea. Però stavolta ci sono ben due concorsi - due! - che si adattano al mio profilo e decido di tentare. Anche perché il sogno di un posto in Regione, per quanto sia cosciente che non corrisponde a realtà, funge da valvola di sfogo immaginaria e mi aiuta a superare lo stress quotidiano.
Aggiorno il curriculum, costringo mia madre a ripescare la carpetta con i diplomi dal fondo dell'armadio, raccatto tutto il raccattabile per fare punteggio e sono pronta. Passo da momenti di assoluto ottimismo a momenti di pura disillusione – il più delle volte nell'arco di dieci minuti – ma sono decisa ad andare avanti per non pentirmi in seguito di non averci nemmeno provato.
Quando porto le domande all'ufficio protocollo il tizio che le ritira le butta su di una pila di altre domande. In uno dei miei momenti di disillusione telefono a Piero segnalandogli che mancano solo quattro giorni alla data di scadenza e ci saranno già almeno seicento domande. La misurazione è fatta ad occhio ed ovviamente è sbagliata.
A maggio deve essere pubblicata la convocazione per la selezione del primo dei due concorsi, e puntuale esce la seguente comunicazione:

"...si informa che sono pervenute n. 5.725 domande di partecipazione. Considerato l’elevato numero di domande pervenute sono attualmente ancora in corso le fasi preliminari di istruttoria ed informatizzazione dei dati."

In pratica hanno bisogno di altri due mesi per decidere cosa fare e come organizzare il concorso, che a questo punto prevederà una prova in più di preselezione.
Le graduatorie di questo concorso hanno validità di tre anni e mi cullavo nell'illusione che se fossi rientrata nei primi cento potevo sperare in una chiamata, magari fra tre anni. Purtroppo una delle leggi che sto studiando per poter accedere determina che dalle graduatorie di un concorso regionale non si può attingere in numero superiore a quattro volte tanto i posti previsti inizialmente. Pertanto o arrivi nei primi quarantacinque o ciccia (i posti disponibili sono nove).
Con cinquemila e settecento iscritti mi metto il cuore in pace: la partecipazione al concorso è fatta per avere il diritto di dire "ci ho provato", ma non ho speranze di rientrare nella rosa dei primi quarantacinque. Se per pura congiunzione cosmica riuscissi ad avere un ottimo punteggio nelle prove, la valutazione dei titoli è comunque bassa.
Mi dico che c'è sempre il secondo concorso, che essendo più specialistico avrà un numero inferiore di iscritti. Ho ragione: le domande presentate per il secondo corso sono solo 4.234 per otto posti disponibili. Però il secondo concorso è quello degli amministrativi, che sono più organizzati, ed infatti hanno già prenotato il palazzetto dello sport per procedere alla prova preselettiva a cui sono ammessi 4.199 candidati. Uno in più e avremmo fatto numero tondo.
Così mi metto sotto nello studio della contabilità pubblica per avere l'onore di superare la preselezione ed accedere al concorso vero e proprio. Continuo a passare fra ottimismo e pessimismo; la preselezione è un test a crocette ma la prova scritta vera e propria del concorso è un trattato e pertanto valutabile discrezionalmente, e già questo fa pensar male riguardo al fatto che i posti siano già tipo... quasi assegnati.
Ma come ho già sentito dire più volte: comunque vada, è tutta esperienza fatta.
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Oggi ho partecipato al mio primo concorso pubblico. Anzi, ho partecipato alla mia prima preselezione per guadagnarmi il diritto ad accedere al mio primo concorso pubblico.
Alcuni mesi fa la Regione ha pubblicato i bandi di gara per due concorsi, uno da 8 posti e uno da 9 posti (di cui 2 già assegnati ad una particolare categoria di congedo militare che non ricordo – tanto non rientra nel mio caso).
Mi sono iscritta a tutti e due: perché non strafare, già che ci sono? Il fatto è che conveniva perché la maggior parte delle leggi da studiare sono in comune ad entrambi i concorsi.
Così da due mesi ho iniziato a studiare leggi e regolamenti e ho avuto la conferma che non ho più l'età – prima potevo dirlo a voce facendo la battuta, adesso ho le prove. Ho fatto una fatica bestiale, le informazioni non mi stanno più in testa. Bisogna dire però che gli argomenti sono ampi e quindi il mio studio è consistito nel leggere tutto il materiale per due volte, senza avere il tempo di mettermi lì a ripetere a memoria.
La prima lettura è servita per farmi un quadro generale di cosa c'era da sapere. Per aiutarmi a ricordare più informazioni possibili, durante la seconda lettura ho deciso di adottare il metodo di leggere e trascrivere, leggere e trascrivere e così via. A quanto pare è servito perché sono riuscita a rispondere ad un numero dignitoso di quiz, anche se non so se ho passato o no la preselezione: i risultati li pubblicano agli inizi di Agosto.
La nota positiva è che studiare per il concorso mi ha fatto scoprire il piacere dello studio. Una cosa completamente inaspettata dato che si tratta di leggi e regolamenti noiosi, seguiti da altre leggi e regolamenti noiosi pure quelli. Eppure mi si è svegliata una voglia di saperne di più che la scuola non mi aveva mai dato.
Quando andavo a scuola molte cose mi limitavo a mandarle a memoria e questo vuol dire tanta fatica e niente che ti rimane dopo una settimana dal compito in classe. Malgrado io abbia il diploma di analista contabile – e quindi di una scuola tecnica – tutte le relative materie venivano insegnate molto bene sul piano teorico ma per quel che riguardava me erano completamente astratte. Nessuno di noi studenti aveva l'esperienza della pratica di un lavoro, per questo non mi restava altro che memorizzare tutti questi dati di cui non capivo l'applicazione. Avendo esaurito tutte le mie energie nell'imparare i vari capitoli del libro non mi veniva la curiosità di approfondire l'argomento.
Ora invece le cose sono diverse, è esattamente il contrario: la mia voglia di capire di che cosa si stia parlando mi spinge a fare ricerche sui siti per trovare sempre più informazioni, anche quando questo non è strettamente richiesto dal programma di concorso. Riesco a studiare solo un'ora al giorno perché quando torno a casa dal lavoro sono già mentalmente stanca; però quando chiudo i quaderni mi resta la curiosità di saperne di più, vorrei un'hard-disk esterno da attaccarmi al cervello che compensi la mia sopravvenuta incapacità di memorizzazione dati.
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Oggi mezza tragedia al lavoro: un docente si è appoggiato al lavandino del bagno degli uomini che ha ceduto provocandogli un taglio alla mano. Niente di grave, grazie al cielo, il taglio era piccolo ma per sfortuna ha preso una vena e non smetteva più di sanguinare tanto che il bagno - soprannominato immediatamente bagno di sangue - adesso sembra il luogo di un delitto a causa di tutte le gocce cadute a terra.

foto )


Per sdrammatizzare le mie colleghe hanno anche messo il nastro giallo in stile RIS - in mancanza del nastro giallo ci siamo dovuti accontentare dello scotch carta.

foto )


:-:
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Un post di difficile comprensione per chi non sa cosa sia un DURC; vi basti sapere che è l'ennesimo modulo burocratico rilasciato da INPS ed INAIL che attesta la regolarità dei versamenti dei contributi.
Purtroppo ci tocca richiederlo regolarmente e di solito arriva con più o meno ritardo. L'ultima volta ecco cosa è arrivato...

[cliccare sull'immagine per ingrandire]



...ma vaffa...!!! Che minchia vuol dire che l'INPS non si pronuncia? Grazie d'avermi mandato un modulo inservibile (sarcasmo!). Adesso che cosa presento agli uffici della Regione? Una dichiarazione dell'INPS che alla domanda: "l'utente è in regola con i contributi?" attesta - con tanto di vidima! - "Non te lo dico, pappappero!"?
Potevate risparmiarvi le spese postali dato che non vi pronunciate perché nessuno dei vostri impiegati ha gestito la pratica prima dello scadere dei termini di invio. Tanto adesso sono io che devo perdere altro tempo per rifare la domanda per un modulo nuovo, sperando che a questo giro qualcuno lo ca... ehm... ci lavori sopra.
Non è meraviglioso quando lo Stato ci costringe ad adempiere ad una burocrazia alla quale nemmeno i suoi impiegati riescono a stare dietro? E la risposta è: "Adoro l'odore della burocrazia la mattina appena sveglia..."
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Oggi io e MS Office siamo sulla stessa linea d'onda, l'espressione semiaddormentata della graffettina rispecchia in pieno la mia:

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A certe persone la vita semplice proprio gli schifa. Una mia collega, non contenta di dover già gestire due gemellini, ha deciso di fare il terzo figlio. La bimba è nata ieri, oggi ho messo insieme un collage da appendere alla porta dell'ufficio, eccolo qui:


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Una mia collega sta uscendo per una commissione. Vuole sapere da me se deve portarsi dietro l'ombrello perché le sembra che stia per piovere... Perchè? Perchè? Perchè? Perché le ho detto sì portatelo dietro? Che pazienza! Dovevo dirle: "No, bagnati! Se il lavoro non è fatto con sofferenza vale meno."
P.S.: l'ombrello è il suo, non lo sta chiedendo in prestito, ha solo bisogno che qualcuno gli dica che se lo deve portare dietro.
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Io non vorrei parlare male del mio capo ma non è colpa mia se è strambo. Avete presente la storiella del tizio a cui cade una moneta dalla tasca, è notte e lui va a cercarla sotto al lampione perché là c'è più luce anche se gli è caduta da un'altra parte? Beh, è lui.
Venerdì è stata una giornata particolare, perché siamo dovuti andare in missione per comprare un nuovo laptop, quindi ci siamo avventurati da Expert - un megastore di apparecchi elettronici ed elettrodomestici.
Ero lì che parlavo con l'omino del settore computer mentre il mio capo stava allegramente girando per gli scaffali guardandosi i fatti suoi, ad un certo punto me lo vedo spuntare davanti (il mio capo, intendo)e schiaffarmi una scatola in mano.
Guardo la scatola: si tratta di una chiavetta wireless.
Salta su lui: "Ho capito bene? Puoi trasferire i dati qui dentro senza attaccarla al computer?" L'aveva scambiata per una drivepen e non gli tornava il fatto del wireless.
"No, se non hai un computer wireless questa lo trasforma in uno con il wireless."
"Ah" e trotterella via.
Dov'è il punto? E' che lui le chiavette wireless le conosce! L'ho sentito io che ne parlava qualche giorno prima, ho avuto le allucinazioni? Spero di no, anche se il fatto che quella pazza sia io spiegherebbe tanti di quei comportamenti dei miei colleghi che sarebbe più semplice se fosse così.
Ma torniamo al mio capo: il fatto che lui conoscesse le chiavette wireless è diventato automaticamente irrilevante quando vedendo la scatola con la penna gli è venuta in mente questa nuova tecnologia fighissima di pendrive-wireless.
Non posso fare a meno di immaginarmi l'interno della sua testa con questo lampione che si accende all'improvviso - con il classico suono dei fari da stadio quando vengono attivati - e illumina con il suo fascio potentissimo le parole PENDRIVE SENZA FILI!, mentre una misera e solitaria chiavetta wireless viene relegata in un angolino, al buio, tutta sola.
E questo è solo un esempio.

RIENTRO

Aug. 24th, 2009 07:09 pm
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Oggi si ricominicia a lavorare. La festa è finita.
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Al lavoro abbiamo preso un virus sul server della posta. Sarà il virus dell'influenza suina? Ah, ah! I due tecnici informatici si divertono meno: stanno smadonnando da venerdì pomeriggio.
Le nostre mail non arrivano più perché siamo finiti sulla black list di... beh, praticamente tutto il mondo.
Sembra che ieri notte uno dei nostri tecnici abbia passato un paio d'ore al telefono con un tizio in Ohio e forse adesso qualcosa si riesce a sbloccare.
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Oggi la mia collega è entrata in ufficio con questa frase: "È fuori di testa."
Io, che avendo un carattere chiuso, di solito sto zitta non ho potuto fare a meno di rispondere: "La cosa triste, B., è che se dici una frase del genere non si capisce subito di chi stai parlando, perché con la gente che gira qui potrebbe essere chiunque, compresa me."
In realtà era chiaro di chi stesse parlando - purtroppo - peccato che sia il direttore, sigh...!
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Oggi ho trovato un modo molto più pratico per sfogarmi. Ho chiuso a calci l'anta dell'armadio (ovviamente ero da sola, in ufficio).
E' saltato via un pezzo di gomma (ma si può fare benissimo senza).
Soddisfazione ricevuta?
SI', TANTA
Direi che le porte di questo palazzo non sono più sicure... eh, eh, eh...
:-:

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