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Altra segnalazione di link su youtube: un canale chiamato MARVEL (perciò suppongo sia una cosa ufficiale e non "rippata") sta mettendo a disposizione la serie di X-MEN EVOLUTION.
Purtroppo è solo in inglese senza sottotitoli e il mio orecchio non è molto allenato. La frase che ho capito meglio è stata: "Was is das?" detta con spiccato accento tedesco da Nightcrawler. Tuttavia non è necessario capire per filo e per segno ogni sfumatura del linguaggio, ho guardato la prima puntanta e quello che succede si segue benissimo anche se sfuggono alla comprensione parte dei dialoghi.
Pur non seguendo i fumetti della Marvel, avevo già sentito parlare di questa serie in quanto tempo fa mi ero imbattuta nel sito esilerante di una tizia la cui missione era prendere fanfic riguardanti questo fandom (lei ne era un'accanita fan) e fare un'esegesi spassosissima di quelle scritte peggio. Peccato che poi il sito abbia chiuso, devo avere ancora qualche pagina salvata random da qualche parte in uno degli hardisk.
Per ora ho guardato solo la prima puntata e non so se il cartone sia meritevole o meno però vale la pena dare una sbirciata.

Ecco il link alla prima puntata della prima stagione di X-MEN EVOLUTION
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La mia attuale ossessione è youtube - mi ci sto stordendo. Fra le migliaia di video ho beccato questo canale qui: yotobi.
Fa recensioni di film e giochi squallidi, non poteva non risvegliare l'antico spirito atragoniano che è in me: me li sono guardati tutti.
Il video che mi è piaciuto di più è su Van Helsing Dracula Revenge; parte con tre minuti di chiacchiere su contatti facebook e visualizzazioni dei youtubers estranee al film, la recensione vera tarda ad arrivare però vale la pena.
Ecco un paio di link:
Van Helsing Dracula's Revenge
Mega Shark Vs. Giant Octopus
Mortal Combat 2
Dragonball Evolution
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Uno dei film che sto aspettando è il Sherlock Holmes di Guy Ritchie. Direi che promette mooolto bene, un nuovo Sherlock Holmes in tutti i sensi:









Trailer Sherlock Holmes di Guy Ritchie

:-:

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Un telefilm spassoso, in cui mi sono riconosciuta in più di una cosa (ad esclusione degli studi scientifici). Tratta di un gruppo di nerd che passano il tempo parlado di fantascienza, fantasy, computer, giochi di ruolo ecc... ecc...
Ho guardato le due stagioni in quattro giorni, e aspetto nuove puntate. Ecco la sigla:



Ed ecco alcuni spezzoni da youtube (presi fra quelli in italiano o con i sottotitoli):

La Spada di Azeroth

Superman

Rock, Paper, Scissors, Lizard, Spock

ORCHI

Nov. 29th, 2008 12:26 am
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Titolo:
Orchi – I Guardiani dei Lampi
Orchi – Le legioni del tuono
Orchi – I Guerrieri della tempesta

Autore: Stan Nicholls
Casa Editrice: Mondadori
Genere: Fantasy Barbarico





Orchi è una trilogia che consiglio, parla delle avventure di una banda di guerra: I figli del lupo, una specie di corpo scelto orchesco, composto da soldati super addestrati al soldo di una regina malvagia, e siccome è un dato di fatto che gli orchi non brillano per intelligenza, il cocktail è esplosivo.
Gli umani la fanno da cattivi, sono seguaci fanatici di un solo dio ed il loro scopo è l'eliminazione dell'eresia dal mondo, possibilmente attraverso l'eliminazione fisica di tutti i membri delle Razze Antiche.
I libri sono divertenti, i dialoghi ben fatti, soprattutto i botta e risposta dei membri della banda quando litigano fra loro. È una trilogia che ho letto con piacere, lo stile è scorrevole ed il mondo ben delineato. La trama non è priva di difetti e non mi risparmierò nell'elencarli ma neanche nel dire che, malgrado questi, vale la pena spendere un po' di tempo per leggere.
Il difetto il più eclatante è il finale deludente. Quello che ti fa esclamare: e quindi? Dopo le peripezie di tre libri, tutto qui? Avrei preferito qualcosa di più epico o di maggior peso per tutti gli orchi, non solo per i protagonisti. L'autore sta però pubblicando la seconda trilogia – la maledizione dei fantasy moderni è la serialità – pertanto fra poco leggerò il seguito e ho buone speranze per il destino della nazione orchesca.
Come in un fantasy tradizionale i protagonisti sono impegnati in una quest: la loro missione è quella di recuperare oggetti mistici; così li vediamo scorrazzare per tutto il continente, che si scopre essere grande come la provincia di Bologna, dato che interi eserciti lo attraversano in pochi giorni. Ad un certo punto sembra che tutto riesca un po' troppo facilmente. La trama deve andare avanti, ma la catena di coincidenze fa sembrare la quest non così tanto difficile da risolvere.
I cattivi – la regina malvagia ed il fanatico religioso – sono delle macchiette. Gli unici personaggi tridimensionali sono il quintetto dei protagonisti ed in loro sta la forza del libro: nei rapporti che li legano, nelle loro discussioni e nei loro battibecchi.
Le battaglie sono ben descritte, decisamente orchesche. Sono cruente: gli arti vengono tagliati, i ventri squarciati, le teste decapitate. L'autore non ci prova nemmeno ad edulcorare lo stile, tutt'altro. Qui si mena, e si mena sul serio, mica come quei fighetti degli elfi, specializzatisi nell'arco per non sporcarsi la giacchetta con gli schizzi di sangue.
Nel primo libro c'è una scena che mi ha dato fastidio. Si tratta dell'amputazione di una gamba in cancrena che avviene con mezzi di fortuna: il libro si intitola Orchi, mica E.R. Ma ciò che mi ha dato fastidio avviene successivamente. La banda è a corto di viveri ed il guaritore orco, per far sì che il degente riesca a rimettersi in forze, senza dirgli nulla gli dà da mangiare la carne della sua stessa gamba amputata. Ecco, se riuscite a superare questo, potete leggere tranquillamente il resto. Compresi i sacrifici umani della tiranna di turno.

I PERSONAGGI:

Strike: è il capitano, l'orco intelligente. Quello abbastanza sveglio da riuscire a studiare una strategia di battaglia che vada oltre la mazzata in testa. Essendo il capo è il personaggio pensieroso e combattuto. Quando ciò che deve essere fatto per il bene della sua banda non coincide più con ciò che deve essere fatto per il bene dell'orda, è lui che deve prendere le decisioni spinose. Coinvolto suo malgrado in eventi che vanno oltre la sua comprensione, non può mostrare debolezze, deve guidare la sua banda di orchi al sicuro.

Coilla: è un caporale ed unica orchessa del gruppo. L'autore non si sofferma sulla suddivisone dei ruoli fra maschi e femmine nella cultura orchesca ma se anche ci fosse, non riguarda la battaglia: combattono entrambi come dannati.
Coilla mal sopporta la condizione degli orchi, mercenari forzati paragonabili a servi della gleba. Certe cose però non possono essere dette ad alta voce: c'è il rischio di venire giustiziati. La sua intesa con Strike ed il suo grado militare la portano ad essere la confidente del capitano, che si rivolge a lei per dissipare i propri dubbi.

Jup: è l'unico della banda a non essere un orco. È un nano e siccome parte del suo popolo si è alleato con gli umani, Jup spende gran parte del suo tempo a dimostrare il proprio valore e la propria lealtà. Uno dei suoi passatempi preferiti è attaccare briga con Haskeer.
Jup non è ottuso come un orco ma il fatto di essere ottuso come un nano riempe ampiamente questa lacuna. Tuttavia anche lui, come Strike, è in grado di pensare strategie un po' più fini della media orchesca e questo lo rende un soldato prezioso per la banda.

Haskeer: è il personaggio antipatico. Non perde occasione per provocare Jup e sfida spesso l'autorità di Strike. In un altro romanzo finirebbe per diventare il vile traditore, ma non qui. Malgrado sia il bastian contrario del gruppo, Haskeer è e resta un Figlio del Lupo. Con il procedere della lettura ci si affeziona al personaggio, non è cattivo è che semplicemente non ci arriva. Haskeer fa da contraltare alla saggezza di Strike, gli basta avere una mazza e qualcosa su cui darla per essere in pace con il mondo.

Alfray: è l'orco più anziano ed è il medico del gruppo. Il realtà medico è una parola grossa. Diciamo che, essendo l'orco più anziano è quello che ha visto più battaglie e più ferite di tutti gli altri, di conseguenza ha più esperienza in fasciature ed amputazioni. Alfray incarna nello stesso tempo la voce della saggezza e l'amarezza di essere lasciato nelle retrovie invece di trovarsi in prima linea a combattere. Come tutti gli orchi ha molto senso pratico, gli anni sulle spalle gli consentono una visione della vita più ampia della media degli orchi, questo gli permette una buona intesa con Strike.

Jennesta: è la regina malvagia, ma proprio cattiva, talmente cattiva che la sua incapacità di tenersi fedele un suddito è proverbiale. Tanto che ci si chiede come abbia potuto conquistare un regno, poi si scopre che l'ha ereditato dalla madre ed i conti tornano.
Jennesta è una macchietta, che uccide la gente per potere e per divertimento. Anche se non avesse nemici, il suo impero crollerebbe comunque perché è lei stessa ad uccidere i propri sudditi.

Hobrow: è il fanatico religioso, ha un fisico secco secco, una barbetta ed un cappello a cilindro. Il suo scopo è lo sterminio di tutte le razze non purificate dalla luce divina, il che significa lo sterminio di chiunque ad eccezione degli umani fedeli all'Unico. I Mani, umani eretici politeisti, vanno altrettanto eliminati.
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Segnalazione: ho trovato una LJ community di LOLcat :)
segnalo questa che è spettacolare:

http://community.livejournal.com/cat_macros/4665257.html

:-:

TORCHWOOD

Jun. 6th, 2008 04:37 pm
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Dopo la visione della prima stagione di Torchwood, concordo in pieno con chi mi aveva detto che le trame sembrano tratte dalle fanfiction.
Penso che il maggior difetto di questa serie stia nell'aspettativa, ossia di ritrovarsi davanti ad un telefilm del livello del Doctor Who, quando invece non è così.
Tuttavia trovo che Torchwood abbia un notevole lato trash da valorizzare, la qualità del telefilm non è inferiore a molte (scusate il termine) vaccate che seguivo religiosamente nella mia adolescenza e che adesso sono state mitizzate dalla folla.
Seguito con consapevolezza atragoniana e senza l'aspettativa fuorviante di cui sopra, Torchwood regala parecchi tormentoni su cui battere, una manciata di contraddizioni deliziose e qualche spunto divertente su cui lavorare.
A tal fine ho estrapolato i requisiti minimi che una persona deve avere per poter lavorare per Torchwood, che dopo la visione del telefilm ho dedotto essere:

ABILITÀ PARTICOLARI: la camminata figa da eseguire rigorosamente in gruppo e la capacità di arrivare in slo-motion da qualsiasi parte.

CARATTERISTICHE FISICHE: bisogna avere almeno un difetto fisico ad esclusione di: fessura fra i denti, mento spaccato in due, bocca da pesce, miopia, assomigliare a Tom Hanks quando si frigna, perché questi ultimi sono già presi.

CARATTERISTICHE PSICOLOGICHE: la schizofrenia è fondamentale. Ricordatevi che reagire nella stessa maniera agli stessi stimoli è mo-no-to-no e fuori moda. Ogni volta che vi si para davanti un evento scegliete un'emozione a caso e manifestatela nel modo più eclatante in cui riuscite.

SESSUALITÀ: se respira è ok; se è inanimato è ok; se ci sta probabilmente è un alieno che vuole uccidervi ma è ok ugualmente.

COLLABORAZIONE: sparatorie di gruppo, secondo il principio che scaricare quattro caricatori su qualcosa è più efficace che scaricarne uno solo.

Ed ecco a seguire una luuunga serie di LOLWood (o TorchLOL) che avevo preparato man mano, giocando sulla serie e sui personaggi:




































:-:
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ATTENZIONE: spoiler totale sul finale.

In breve: è un bel film girato bene, che riesce a tenere la tensione; purtroppo dal libro prende solo lo spunto iniziale ribaltandone completamente il significato.
Consigliato: sì, purché non abbiate letto il libro o non vi dia fastidio che il finale del film vada esattamente nella direzione opposta di quella del libro.

Will Smith aveva già dato prova di saper recitare bene e qui lo conferma ancora una volta. Il suo ruolo non è facile: quello di un uomo rimasto completamente solo dopo che un virus devastante ha ucciso il novantacinque per cento della popolazione mondiale, trasformando il resto in belve assetate di sangue.
Will, che interpreta il dottor Neville, riesce a reggere il film rendendo le emozioni e gli stati d'animo del protagonista in maniera credibile e riuscendo a coinvolgere lo spettatore. Neville continua a lottare contro qualcosa più grande di lui, non vuole perdere la speranza ma ogni giorno che passa il confine con la pazzia si fa sempre più vicino e sempre più indistinto.
Lo spunto del libro è quello di raccontare dell'unico uomo rimasto vivo in un mondo di vampiri; gli sceneggiatori hanno preso questa idea e l'hanno trasposta in chiave moderna. Il film è ambientato in una New York invasa dalle erbacce e dagli animali ma priva di esseri umani. La trama è diversa rispetto a quella del libro ma i cambiamenti sono stati fatti con intelligenza, creando una storia “realistica” e coerente che si adatta bene alla nuova ambientazione della metropoli.
Il “tradimento” del film nei confronti del libro si ha nel finale e nella chiave di lettura dello stesso titolo: Io sono Leggenda.

Il libro: Nel libro la frase Io sono Leggenda ben si adatta a Neville, unico uomo vivo in un mondo di non morti; il mostro in grado di camminare alla luce del sole che uccide la gente nel sonno. Nel libro di Matheson, dopo lo shock iniziale della catastrofe causata dalla guerra e dal virus, gli uomini trasformati in vampiri si riorganizzano, ricostruendo una società basata sulla loro nuova condizione in cui un essere vivo non ha posto, diventando il “mostro leggendario” di cui si racconta ai bambini per spaventarli. Ecco perché Neville è leggenda, perché esce durante il giorno, nelle ore più spaventose dal punto di vista di un vampiro, per uccidere.
Alla fine del libro la civiltà umana non è andata distrutta, è cambiata in maniera più che drastica, ma va avanti con le sue nuove regole e le sue leggi. Neville, catturato e processato viene condannato a morte; lo stesso Neville si rende conto che il suo tempo è finito e di non avere più posto in questo nuovo mondo: di lui resterà solo la Leggenda.

I cambiamenti del film: La prima parte del film, sebbene la trama sia diversa, si attiene allo spirito del libro. La storia è raccontata dal punto di vista di Neville, rimasto completamente solo e costretto a difendersi dalle belve assetate di sangue in cui si sono trasformati coloro infettati dal virus. Il libro ed il film esplorano la psicologia di un uomo rimasto completamente solo, senza più la consolazione di un contatto umano e costretto a lottare per rimanere in vita. Un uomo che si avvicina sempre di più alla pazzia e che si aggrappa a tutto quello che può per non varcarne del tutto il confine e per trovare la forza di vivere, nella speranza che possa ancora esistere un futuro per sé e per la razza umana.
Ma mentre nel libro si ha un ribaltamento nel finale: Neville viene catturato e capisce le ragioni della nuova società che si è creata, rendendosi conto di essere lui il mostro (la leggenda) dal punto di vista dei neopadroni del mondo; nel film Neville riesce a trovare una cura per guarire le belve sanguinarie dal virus e farli tornare nuovamente alla condizione umana. Il sacrificio di Neville è necessario, non sopravvive alla fine del film, ma grazie al suo operato, quei pochi esseri umani rimasti vivi perché immuni dal virus potranno sconfiggerlo e ricostruire la civiltà com'era un tempo. Il ricordo di Neville sopravviverà per sempre, perché lui è il salvatore, lui è Leggenda.

Malgrado questo il film in sé è bello. Il regista ha fatto un lavoro splendido nel tenere alta la tensione, per non parlare di Will Smith, tanto di cappello. Però non paragonatelo a Io sono Leggenda. Andatelo a guardare dicendo: “Vado a vedere il nuovo film di Smith” oppure “il nuovo film di Abrams.” Tappatevi gli occhi non durante le scene paurose, ma nei cinque secondi in cui appare il titolo. Non entrate nel cinema pensando a Io sono Leggenda e ne uscirete più che soddisfatti.
:-:
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Ecco una nuova rubrica nata per trattare di *chicche* ignorate dalle guide turistiche. In questa puntata:

BERGAMO ALTA - SAN CEMENTINO


Dopo l'estenuante camminata su per Via Pignolo, potete giungere a Porta S. Agostino dove, dopo un veloce ristoro alla fontanella, potete scegliere se affrontare un'altra estenuante salita al sole (Via delle Mure) o un'altra estenuante salita in cui sarete protetti dai palazzi della città (Via Porta Dipinta).
Una volta imboccata Via delle Mura sperando di vedere i bastioni, che però non esistono più, e aver goduto il panorama della città bassa, si può girare in Via Osmano per tornare alla più rinfrescante ombra di Via Porta Dipinta.
Qui, incastonata fra le altre case ed inspiegabilmente ignorata dalle classiche guide turistiche, si trova la parrocchia di San Cementino.
Le sue linee piatte e cementose ci riportano ad una spiritualità semplice e valori concreti, ad una facciata su cui non prospera il barocco ma una fede dura e rasposa che fa della mancanza sia di lusso sia di esibizionismo la sua bandiera.
San Cementino, con la sua facciata piatta e sincera, con il suo grigiore della vita di tutti i giorni, con i suoi spigoli e le sue porte chiuse è una meta turistica non per tutti ma sicuramente da non lasciarsi scappare.















sottobosco: (immagine7)
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Più si invecchia, più si regredisce verso l'infanzia.
Nel mio caso questo detto popolare si sta dimostrando vero. Quando ero giovine leggevo tomi di oltre mille pagine come "L'Atzeco" di Gary Jannings, oppure "It" e "L'Ombra dello Scorpione" di Stephen King; per non parlare del più classico "Il Signore degli Anelli".
Adesso, quando entro in una libreria, finisco immancabilmente per ritrovarmi fra i libri per ragazzi, quelli con i disegni che spezzano la narrazione e la grafica accattivante. Mi piacciono tantissimo.
Fra i vari libri per ragazzi ho trovato questa perla: "Artiglio Lucente."
Il racconto è breve e semplice ma gestito molto bene e pieno di suggestioni azzeccate. Si può dire che rispecchia il disegno della copertina, molto bella nonché una delle ragione che mi ha convinto a comprare il libro.
Si tratta di un racconto di formazione, ossia è la storia di un gattino che deve crescere affrontando le insidie della città. La casa in cui ha sempre vissuto fra agi e comodità non è più sicura, nelle strade i gatti iniziano a sparire misteriosamente e Varjak, che diventerà Artiglio Lucente, ora ha una missione da compiere.
Del racconto mi è piaciuto particolarmente lo stile di scrittura. Il comportamento dei protagonisti è terribilmente gattesco; la storia ha solo quel giusto pizzico di "antropoformia" per far sì che chi voglia leggerla con una seconda chiave possa vedere rispecchiato nel comportamento dei gatti anche quello della società umana.
Ovviamente il libro ha la morale: palese e sopra alle righe quando si parla di coraggio, un po' più nascosta ma evidente per un adulto quando viene criticata un certo tipo di società.
Giudizio: consigliatissimo (anche per quegli adulti che non hanno remore di divertirsi con un libro scritto per un target molto più giovane, ma scritto bene.)


Ecco la presentazione del libro sul lembo di copertina dello stesso:

"Ci sono Sette Livelli di conoscenza nella Via di Jalal" bisbigliò nonno Paw. Il suo fiato era tiepido nel freddo della sera. "Noi ne conosciamo soltanto tre: Apparente Lentezza, Cerchi in Movimento, Farsi Ombra."

Varjak Paw, detto Artiglio Lucente, è un giovane gatto Blu di Mesopotamia. Non è mai uscito dalla vecchia villa in cima alla collina. Non è mai nemmeno uscito di casa, ma un giorno il nonno gli svela l'esistenza della Via, la più antica e temibile arte marziale felina.

Ora Artiglio Lucente deve imparare a sopravvivere in una città spietata e soprattutto deve scoprire cosa si nasconde dietro le misteriose Sparizioni...


Ecco qui sotto alcune foto (purtroppo la qualità delle foto non rende giustizia alla grafica del libro, sorry ^_^;)

Copertina:



Retro di copertina:



Oltre il muro di cinta:
"L'esterno! Per la prima volta dai tempi di Jalal un Paw si ritrovava ai confini del mondo."



Altre fra le innumerevoli immagini che adornano le pagine (avrei voluto metterle tutte):





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Oggi, durante la pausa caffè, ho buttato l'occhio sul giornale scoprendo questa notizia: Stephen Hawking & Figlia hanno scritto un romanzo per ragazzi.
Nell'intervista che ne seguiva veniva detto che "È come Harry Potter solo che il protagonista usa la scienza al posto della magia".
Il paragone con Harry Potter sembra diventato d'obbligo per tutti i nuovi libri per ragazzi, il più delle volte a sproposito, ma in questo caso la frase è ad effetto e come trovata pubblicitaria non è male.
Il libro mi incuriosisce molto, la trama (a grandi linee come veniva presentata nell'articolo) parla di un ragazzo completamente a digiuno di scienza e tecnologia. I genitori sono ambientalisti e non gli fanno tenere nemmeno il computer. Un giorno il ragazzo scopre che il suo vicino di casa è uno dei più grandi scienziati viventi, la cui missione nella vita è cercare un pianeta su cui 'traslocare' la razza umana.
La storia è stata pensata per essere una trilogia, e in ogni libro viene approfondito un aspetto diverso della scienza.
Lo metterò nella lista dei libri da leggere, sono curiosa anche di vedere come viene gestita la narrazione, in particolare se la trama sarà in grado di avvincere in sè o se sarà soltanto accessoria alle varie lezioncine su come funziona il mondo.

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